Papeete

Papeete si trova sull’isola di Tahiti ed è il capoluogo della collettività d’oltremare della Polinesia Francese.

La Polinesia Francese è, senza dubbi di sorta, uno dei luoghi più sognati da chiunque ne abbia visto, almeno una volta, le immagini favolose che la contraddistinguono.

Chi non si è lasciato affascinare da quei luoghi, quelle isole verdi, con spiagge bianche, circondate da un azzurro mare, tanto cristallino da esser quasi trasparente?

Anche i nomi di alcune isole rimbombano forti nell’immaginario collettivo, come quello di Bora Bora, un’isola di origine vulcanica a poco più di 200 chilometri da un altro posto da sogno: Tahiti. Queste, assieme alle isole di Moorea, Maupiti ed altre, sono le isole principali dell’arcipelago.

Cosa vedere a Papeete

Luoghi fantastici, adatti più agli amanti della natura e del relax, piuttosto che a coloro che prediligono la vita mondana. In queste isole, infatti, sono ben pochi i locali notturni, da ricercarsi soprattutto a Tahiti.

Rimane, però, il fascino incalcolabile di luoghi incontaminati, dove oltre alla bellezza spudorata della natura, il turista si ritroverà anche di fronte ad un’ospitalità della popolazione indigena degna dei migliori film, tanto da far risultare molto complicati i momenti del ritorno a casa.

Bougainville Park

Purtroppo per i romantici, Bougainville Park a Papeete non ha quasi nulla a che fare con la bellissima pianta fiorita che comunque è regina di questa località: il nome deriva infatti dall’esploratore francese Louis Antoine de Bougainville, che navigò fin qui nel XVIII secolo.

L’area di questo parco urbano si estende da Viale Pomare a via De Gaulle ed è uno spicchio di foresta selvatica tra i palazzi della capitale, perfetto per lunghe passeggiate, picnic nella natura ma anche momenti culturali.

Il parco possiede una vasta area giochi per i bambini e alcuni settori dove vengono messi in scena spettacoli e convegni di tipo letterario.

Cattedrale di Nostra Signora

Edificio in apparenza semplice e sobrio, con quel suo colore giallo oro appena appena arricchito dalle artistiche vetrate, la cattedrale di Notre Dame de Papeete risale al 1875 ed è uno dei pochi esempi di architettura coloniale rimasti ancora in piedi in città.

Gli interni sono più ricchi della facciata esteriore, con un mix di stili che sposa sapientemente arte occidentale (per lo più neoclassica) e arte indigena, con gli spettacolari intagli in legno; da notare la statua della Madonna con Bambino in cui il piccolo Gesù gioca con un frutto dell’Albero del Pane, tipico dell’isola.

Originale la Via Crucis che decora tutto l’interno, realizzata con personaggi che vestono sia secondo i costumi Romani che secondo i costumi tribali tahitiani.

Galerie Winkler

Fondata nel 1964, questa è la prima galleria d’arte vera e propria di Tahiti.

Gli artisti tahitiani esistono da sempre e da sempre hanno esposto i loro lavori nella natura. A Papeete esponevano dove capitava, spesso al porto, o nei mercati, in cerca di sguardi che incrociassero le loro opere ma senza una sede ben precisa.

Con la istituzione di Galleria Winkler, grazie all’interessamento dell’artista Sandy Werner Winkler, gli artisti locali ebbero finalmente un museo tutto per loro, inizialmente situato sul lungomare e poi in seguito (1976) trasferito all’attuale sede di via Jeanne d’Arc.

Tra gli artisti, anche internazionali, che hanno esposto ed espongono alla Winkler si possono ricordare nomi come Gouwe, Mac Donald, Boullaire, Huzé, Bouloc, Ravello, Lux, Favre; e ancora opere di Robin, Frank Fay, Dubrusk, Curet, Mov, Leroux, Gotz, Pierret.

La galleria è aperta anche alle mostre itineranti.

Monument aux Morts pour la France

Un monumento importante che ricorda tutti i caduti per la gloria della Francia, inclusi i soldati di origine tahitiana.

Venne edificato inizialmente nel 1918 ma sostituito nel 1923 con una scultura “degna di tale scopo” che rappresenta tutti i simboli francesi: la giovane donna che offre fiori al combattente, l’elmo della gendarmeria, il ramo di ulivo e l’immancabile gallo.

Lo scultore Galy lo sistemò lungo il viale Bruat, dove si trova ancora oggi sebbene nel 1956 abbia cambiato marciapiede anche a causa dei lavori di restauro.

Il monumento oggi è più grande e include i simboli dei caduti di tutte le altre guerre del XX secolo.

Museo della Perla Robert Wan

Uno dei personaggi più importanti di Tahiti è Robert Wan, nato sull’isola da genitori cinesi.

Esploratore, avventuriero, amante della natura, iniziò a occuparsi del commercio delle perle nel 1973 e da allora raccolse una notevole collezione di questi delicati gioielli che proprio a Tahiti venivano prodotti in vere e proprie “colture”.

Il museo che porta il suo nome espone per lo più le originali e bellissime “perle nere tahitiane”, ma è aperto a qualsiasi argomento relativo a questa industria e alla lavorazione delle perle in generale.

Pa’ofa’i Gardens

Il mondo dei fiori più belli di Papeete sono i Pa’ofa’i Gardens, giardini ricchi di flora autoctona tahitiana che consentono di passeggiare tra viali e siepi fiorite fino a costeggiare il mare.

Diverse aree attrezzate permettono ai visitatori di rilassarsi, mangiare, star sdraiati davanti al porto, ammirando il viavai di navi e barche, mentre i bambini giocano nelle apposite aree gioco.

Amato dai turisti, questo parco è anche la località preferita dagli abitanti della capitale.

Spiagge

Le spiagge sono la corona dorata che rende Tahiti la regina della bellezza nella Polinesia Francese. Se ne contano a decine, ma alcune tra le più belle e sicuramente le più amate dai turisti sorgono vicino Papeete.

  • Pointe des Pêcheurs
    Un lido di ciottoli dai fondali trasparenti ricchi di animali bellissimi, come tartarughe, razze, granchi e perfino squali; si trova a 15 chilometri dal centro di Papeete.
  • Vaiava
    La spiaggia più famosa, di sabbia finissima e dai fondali bassi, ottima per le famiglie con bambini e per chi vuole soltanto rilassarsi, magari al tramonto guardando il sole che cala sulla vicina Moorea.
  • Bain Lot
    La spiaggia “cittadina” situata proprio a ridosso del centro storico e del lungomare di Papeete, è famosa per le correnti forti che creano un fenomeno unico: le onde si infrangono in due direzioni opposte!
  • Venus Point
    A circa 25 minuti di strada dal centro, è una splendida spiaggia di sabbie nere.
  • Maeva
    A un quarto d’ora dal centro, è una mezzaluna di sabbia dorata ricca di resort turistici.
  • Mahana Park
    Si trova a mezzora da Papeete, è formata da piccoli ciottoli bianchi che la rendono luminosa come il suo mare, abbellito dalla barriera corallina.
  • Toaroto
    Un altro paradiso dello snorkeling a mezzora dal centro della capitale.

Attività da fare a Papeete

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Storia di Papeete

Tahiti venne scoperta ed esplorata nel XVIII secolo, precisamente nel 1768 anno in cui l’esploratore Bougainville fece per primo la circumnavigazione dell’isola per conto dei francesi.

Fu però il britannico James Cook a stabilire una prima vera colonia, nel 1769, sulla baia di Matavai.

Pochi anni dopo, le malattie e i vizi portati dai marinai europei decimarono la popolazione tahitiana da 50.000 a 6.000 persone, e fecero cadere l’intera colonia in uno stato di abbandono tale che soltanto nel XIX secolo si tornò a considerare con interesse.

Tahiti si trovò coinvolta nelle guerre coloniali tra inglesi e francesi e nel 1818 furono i primi ad aprire una missione nel luogo dove oggi sorge la capitale, Papeete; due anni dopo la regina tahitiana Pomare IV spostò la propria residenza nella missione cristiana, favorendo un primo popolamento della zona.

Quando la Francia ottenne Tahiti come colonia e poi protettorato, nel 1842, Papeete aveva già un porto funzionante e si era ingrandita notevolmente.

Distrutta da un incendio nel 1884 e poi da un ciclone nel 1906, subì diversi bombardamenti durante le guerre mondiali; per questo la città ha perduto nel tempo gran parte del suo patrimonio storico coloniale ma è rinata ogni volta dalle macerie, sempre più bella.

Hanno vissuto e hanno amato Papeete personaggi importanti come lo scrittore Herman Melville, l’artista Paul Gauguin, Robert Louis Stevenson autore de “L’isola del tesoro” e lo storico Henry Brooks Adams.


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