Nicosia

Nicosia è la capitale e la città più popolosa di Cipro, il nome deriva dall’etimo francese Nicosie usata sotto il regno dei Lusignano.

È l’unica capitale ancora divisa in due frazioni separate da una recinzione militare, detta “linea verde” (che corre da nordovest a sudest): quella meridionale, che è capitale della Repubblica di Cipro, e quella settentrionale, che è capitale della Repubblica di Cipro del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia.

A differenza delle altre principali città cipriote, Nicosia non sorge sulla costa ma in una posizione relativamente centrale dell’isola, all’interno della piana della Mesaoria, separata dal mare dalla catena montuosa del Pentadattilo.

Cosa vedere a Nicosia

Una delle cose più interessanti da vedere a Nicosia è proprio quel che la rende un luogo un po’ malinconico: la linea verde. Molti turisti arrivano qui con il desiderio di ammirare “l’ultimo muro” che divide due popoli e due culture, in questo caso greci e turchi, entrambi abitanti dell’isola. Questo è rappresentato proprio dalla linea di confine che taglia in due la città più importante.

Nonostante dal 2003 sia possibile oltrepassarla, non sempre è consentito farlo e a volte è fonte di aspre discussioni ed incidenti.

In realtà, al di qua e al di là della linea verde, Nicosia offre monumenti bellissimi che celebrano la storia plurimillenaria dei suoi abitanti allo stesso modo: cattedrali, moschee, mura medievali, musei storici, feste popolari… non mancano certamente occasioni di stupore per chi la visita.

Non mancano nemmeno locali, ristoranti, luoghi di divertimento e modi di diventare parte della cultura di questa capitale.

Un’arte antica e affascinante quella della danza dei Dervisci rotanti.

I Dervisci nascono come seguaci di antichi culti legati all’Islam ma di tipo meditativo. La “danza” serve a dissociare la mente dal corpo per condurre il devoto in una sorta di trance mistica, e ciò si ottiene roteando su se stessi fino allo stordimento.

Le tuniche molto ampie dei danzatori, durante la rotazione, si allargano fino a formare enormi ruote bianche. A Nicosia, queste danze sono tradizione molto radicata. Si possono ammirare le esibizioni dei “Dervisci Rotanti” un po’ ovunque, ma in particolar modo da aprile a settembre presso la ex chiesa di San Nicola (detta Bedestan), oggi adibita a sala culturale dalla spettacolare architettura gotica; ogni esibizione dura circa trenta minuti, quindi è possibile ospitare molti turisti durante la giornata.

Abbazia di Bellapais

In realtà il nome deriva da Belle Paix, bella pace, e in effetti questo antichissimo monastero si trova immerso in un luogo di quiete e natura non lontano dal villaggio che porta lo stesso nome.

Costruita nell’arco di 200 anni (dal XII al XIV secolo), l’abbazia è una meravigliosa architettura gotica affacciata sul panorama della costa nord dell’isola di Cipro.

Pur essendo legata al culto cristiano e per la precisione ai monaci Agostiniani, si trova in una zona di Nicosia controllata dal settore turco musulmano, ma è un monumento protetto da tutti e accessibile ai turisti, purché amino camminare a piedi perché non ci sono mezzi che arrivino fin lassù.

Buyuk Han

Meraviglioso palazzo in stile islamico, viene chiamato “caravanserraglio” ovvero un antico luogo di ristoro per carovanieri e mercanti; oggi potrebbe essere paragonato ad un motel perché si trovava lungo le grandi vie trafficate del tempo.

Il Buyuk Han di Nicosia risale al 1572, fu costruito dagli Ottomani e, come dimostra il suo doppio piano loggiato con archi a sesto acuto, comprendeva camere, bagni, luoghi di ristoro che oggi si sono trasformati per lo più in locali turistici.

Oggi il palazzo ospita in parte famiglie povere e religiosi, infatti al centro sorge una piccola moschea con la fonte delle abluzioni per le preghiere; ma dal 1990 alcune sue stanze sono state riconvertite in centri culturali ed espositivi oppure in bar e negozi.

Per quasi due secoli, tra il XVIII e il XX secolo, il Buyuk Han fu utilizzato anche come prigione di stato e come albergo di lusso.

Eleftheria Square

Si può tradurre come “piazza della Libertà” ed è il cuore della Nicosia greca, il grande spazio in cui si incrociano alcune delle vie principali come Ledra, Onasagorou, Evagorou e Kostandinou.

Su questa piazza, che risale al Medioevo e costeggia le antiche Mura Veneziane, si affacciano il Municipio di Nicosia, l’Ufficio Postale Centrale e la Biblioteca Comunale.

La grande archistar Zaha Hadid aveva progettato l’ampliamento della piazza nel 2005 e in parte lo ha realizzato secondo il suo stile intrigante e originale, ma il lavoro è rimasto incompleto a causa del ritrovamento, durante gli scavi, di nuovi reperti archeologici.

Ledra Street

L’arteria principale, il corso signorile di Nicosia, Ledra Street è il paradiso dei turisti.

Qui si trovano tutti i negozi, i locali, i ristoranti, le rivendite di souvenir che un visitatore cerca; si trova qui anche il tanto fotografato “checkpoint”, perché proprio questa strada viene tagliata in due dalla famosa linea verde del confine.

La via è anche tagliata da parte delle Mura Veneziane che in questo punto però sono state aperte.

Il monumento più interessante di Ledra Street è la torre di Shacolas, un palazzo di undici piani sulla cui cima si trovano un museo e un osservatorio dal quale i turisti possono ammirare il panorama dell’intera città dall’alto.

Da Ledra ci si può inoltrare nelle stradine secondarie che conducono a vicoletti e cortili di tipo medievale, ricchissimi anche essi di negozi, botteghe e localini turistici.

Moschea Selimiye

L’ex cattedrale cristiana di Nicosia, sorta su una chiesa bizantina dedicata a Santa Sofia, è divenuta moschea nel 1570 quando il decaduto regno di Cipro venne invaso dai nuovi dominatori turchi.

Alla costruzione, di grandi dimensioni in stile gotico francese, furono aggiunti solo i minareti laterali. Gli interni furono in parte distrutti, eliminando le immagini relative alle scene bibliche ma anche alcune sepolture reali.

La moschea di Selimiye (ovvero “del sultano Selim III”) è oggi tra le più grandi, con i suoi 68 metri di lunghezza, 24 di larghezza e 21 di altezza. Adesso si presenta suddivisa ancora nelle tre navate originarie, ma interamente affrescata di bianco con decorazioni in oro e tappeti rossi a ricoprire i pavimenti.

Dopo la distruzione iniziale, alcune antiche tombe reali sono state ricostruite e oggi sono ancora presenti le sepolture di Re Almarico II e di Ugo III; restano visibili le cappelle un tempo dedicate alla Madonna, a San Tommaso d’Aquino e a San Nicola.

Mura Veneziane

Sono uno dei monumenti più belli di Nicosia e si presentano ancora oggi molto possenti, con un ampio perimetro, angoli circolari e i resti degli undici bastioni difensivi che un tempo le presidiavano.

Le tre porte cittadine sono ancora ben definite: Porta Paphos, Porta Famagosta, Porta Kyrenia.

Le mura furono costruite nel XV secolo dai dominatori veneziani che utilizzarono un’antica fortificazione duecentesca come fondamenta. Il progetto iniziale era mastodontico, al punto da prevedere un’altezza notevole purtroppo mai raggiunta.

Per portare avanti il lavoro furono usati anche materiali provenienti da case abbattute, da chiese distrutte e da ponti crollati. Perfino il fiume cittadino, il Pedieos, fu deviato per ottenere la massima funzionalità di difesa con l’aggiunta di un fossato. Purtroppo l’invasione ottomana giunse prima del completamento dei lavori e le mura non riuscirono a difendere la popolazione.

Cadute nell’abbandono, furono recuperate solo nel tardo XIX secolo e rivalutate come monumento storico.

Museo Archeologico

La nascita del Museo Archeologico – o Museo di Cipro – fu uno dei pochi atti di unità nazionale dell’isola.

Fu fortemente voluto a causa dei troppi scavi illegali portati avanti dagli inglesi nel corso del XIX secolo e dal sospetto che troppi reperti sparissero poi nelle case o nei musei londinesi.

Greci e turchi, quindi, protestarono contro questo scempio e ottennero nel 1882 la istituzione di un grande spazio dedicato esclusivamente alla custodia dei beni antichi di Cipro; la sede attuale fu costruita appositamente tra il 1909 e il 1961.

Oggi il museo è sistemato intorno a un ampio salone centrale sul quale si aprono quattordici sale espositive, una biblioteca, diversi laboratori didattici; le collezioni sono quasi tutte opere restituite da chi le aveva portate via illegalmente, ma anche esposizioni temporanee e ovviamente ritrovamenti che si sommano agli altri nel corso di scavi moderni.

Museo Bizantino

Situato nel cuore medievale della città di Nicosia, il Museo Bizantino (o delle Icone) offre una magnifica raccolta di dipinti bizantini, o in stile bizantino, relativi all’intera isola. Le collezioni sono databili dal IX al XIX secolo e consistono in 230 icone più altri oggetti come vasi, libri, pergamene, abiti, utensili quotidiani o sacri.

Pezzo imperdibile della visita a questo museo, i rarissimi mosaici del VI secolo recuperati dalla chiesa di Kanakaria e restituiti da chi li aveva portati illegalmente all’estero dopo il ritrovamento.

Le icone più belle sono quelle databili al XII secolo, momento d’oro per questo stile pittorico e sicuramente ricchissimo per quanto riguarda la produzione per Cipro.

Porta Famagosta

La più grande e bella delle tre porte che si aprono sulle Mura Veneziane, Porta Giuliana o Famagosta fu costruita nel 1567 appena pochi anni prima della devastante invasione turca.

Opera di architetti veneziani, tendeva a ricopiare lo stile della Porta del Lazzaretto.

Recuperata dall’abbandono durante la dominazione Ottomana, fu restaurata nel 1821; veniva usata per entrare e uscire dalla città, ma soltanto i turchi potevano attraversarla a cavallo o in carrozza, cristiani e forestieri erano costretti a lasciare i mezzi fuori ed entrare a piedi!

Gli inglesi usarono gli spazi al suo interno come magazzini, oggi invece quelle stesse stanze sono usate come spazi culturali ed espositivi, mentre la porta ha ritrovato la sua funzione di ingresso principale aperto a tutti.

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Storia di Nicosia

L’isola di Cipro nasce come colonia greca di popolazioni provenienti dal Peloponneso.

La città di Nicosia, all’epoca denominata Ledra, cominciò a formarsi durante il periodo della Guerra di Troia, come villaggio commerciale e agricolo.

La sua importanza aumentò soltanto nel IV secolo dopo Cristo, in epoca bizantina, quando Lefkòsia (come era nota a quel tempo) divenne sede vescovile e si consolidò nel VII secolo quando, dopo la distruzione dell’antica capitale di Cipro, Salamis, fu proprio Lefkòsia ad accoglierne i profughi e le attività economiche superstiti.

La città divenne capitale nel 965 e circa un secolo dopo, in piena epoca di Crociate, divenne possedimento francese e proprietà dei Principi Lusignani che iniziarono di fatto la dinastia reale dell’isola di Cipro.

Terra di conquista da sempre, Cipro cadde in seguito nelle mani dei Genovesi e, nel XV secolo, dei Veneziani. È questo il periodo in cui si afferma il nuovo nome latinizzato della sua capitale: Nicosia.

Nel 1570 Nicosia e l’isola intera caddero sotto il dominio dei Turchi Ottomani e vi rimasero fino al XIX secolo quando sopraggiunsero gli Inglesi che continuarono a considerare Nicosia capitale e centro della colonia.

Tra il 1904 e il 1923 Nicosia si ingrandì al punto che i suoi confini si estesero notevolmente facendone la prima vera città di Cipro degna di questo nome.

Trascinata nel II conflitto mondiale al seguito dei dominatori britannici, l’isola di Cipro rischiò di essere letteralmente “venduta” alla Grecia a inizio anni Cinquanta. Ciò generò le proteste della popolazione che portarono all’indipendenza nel 1960.

I problemi tra le due popolazioni iniziarono solo alcuni anni più tardi, quando alcune leggi varate dal governo (di origine greca) furono rifiutate dai turchi ciprioti. Da allora i dissidi, i tentati colpi di stato, gli attentati peggiorarono la situazione fino alla dichiarazione di indipendenza di Cipro Nord, nel 1983.

Nicosia a quel punto fu divisa in due proprio dalla linea di confine tra le due repubbliche, greca e turca; la famosa “linea verde” rimase un muro invalicabile fino al 2008 quando il checkpoint situato in Ledra Street fu riaperto al passaggio della popolazione, pur rimanendo le due Cipro, e le due Nicosia, ben separate.