Aqaba

Aqaba è situata nella parte meridionale della Giordania, si affaccia sul Mar Rosso ed è il principale porto della nazione.

Qui il turismo è piuttosto sviluppato grazie al mare cristallino e alle spiagge ideali per windsurf, immersioni e altri sport acquatici.

Cosa vedere ad Aqaba

Aqaba è un nome che richiama già suoni e musiche d’oriente, molto prima di scoprire che è la località i cui monumenti come Petra (la città nella roccia) sono stati celebrati in tanti film, uno su tutti “Indiana Jones”.

Antico e moderno si fondono in questa città con una armonia che ha pochi eguali nel mondo e che qui si esprime in siti archeologici, palazzi coloniali, edifici “da Mille e una notte”, spiagge turistiche, attrazioni scientifiche favolose.

Le spiagge di Aqaba sono forse poco note in Europa, ma per molte nazioni limitrofe alla Giordania e per tutto il Medio Oriente sono mete di vacanza, di viaggi di nozze e di ricerca della bellezza. Per i più piccoli non mancano meraviglie come acquari e parchi a tema marittimo.

Tanti mondi, sapori, culture e colori si mescolano ad Aqaba per incantare i visitatori che arrivano da ogni parte del pianeta per conoscerla, o per riviverla con tutte le emozioni che i suoi scorci sanno regalare.

Acquario

Situato nel Centro Scientifico Marino di Aqaba, l’acquario non è di grandi dimensioni se paragonato ad altri esistenti nel mondo, ma per quel che offre vale sicuramente la visita.

Per chi non ama le immersioni, questo è il modo più affascinante e sicuro di ammirare i fondali del Mar Rosso restando “all’asciutto”, dentro locali perfettamente attrezzati con vetrate panoramiche sulle vasche e dispositivi interattivi per consentire di vedere e quasi toccare la fauna sottomarina.

In particolare, qui si ammirano coralli, tartarughe e le spettacolari murene del Mar Rosso.

Castello di Aqaba

Il forte, o castello, di Aqaba risale al XVI secolo e fu costruito per volere del sultano Qansur al-Ghuri allo scopo di difendere il regno ma anche di accogliere profughi e viandanti.

Ampliato dai sovrani ottomani, fu utilizzato per secoli come centro di accoglienza dei pellegrini diretti alla Mecca.

Il castello fu il centro in cui scoppiò la rivolta araba contro gli oppressori turchi e, nonostante sia stato danneggiato più volte (soprattutto dopo i bombardamenti inglesi del 1917), è giunto ad oggi in tutta la sua grandiosa bellezza.

Misura 50 metri per 50, e presenta un misto di stili che fondono la possanza dei forti occidentali (torrioni, porte ad arco, merlature) con l’eleganza dei castelli arabi, visibile soprattutto nell’uso della pietra bicroma e nella struttura interna e quasi labirintica del maniero.

Chiesa di Nostra Signora Stella Maris

In tanti ad Aqaba la considerano più un monumento che un luogo di culto, infatti la chiesa di Nostra Signora Stella Maris è molto monumentale.

Un edificio rotondo, interamente in cemento bianco, con un tetto alto, a forma di cono rovesciato, che ricade in tante piccole onde a coprire la struttura ricordando un po’ alla lontana il santuario di Siracusa, in Sicilia.

Stella Maris esiste dal 1982, ma la sua struttura esterna fu ampliata e completata nel corso dei primi 12 anni del Duemila, con la consacrazione avvenuta nel 2012.

La chiesa in stile moderno ha interni che richiamano le decorazioni delle moschee più che dei luoghi sacri cristiani. Serve una parrocchia molto vasta e molto lontana rispetto al centro cristiano più vicino, ad Amman, che ha comunque una vita molto attiva, includendo al proprio interno anche una scuola e associazioni universitarie giovanili.

Chiesa Romana del Quattrocento

In realtà potrebbe essere anteriore, perché questa rovina di un antichissimo luogo di culto richiama lo stile delle chiese paleocristiane del III secolo dopo Cristo.

Testimonia con la sua presenza il fiorire del Cristianesimo nella Giordania di epoca bizantina e l’accenno delle tre navate, in mattoni rossi, porta ancora tracce di affreschi del tempo.

La chiesa, riscoperta nel 1998, resistette alle persecuzioni e fu distrutta per cause naturali, da un terremoto avvenuto nel 363. Secondo molti archeologi potrebbe essere la prima chiesa cristiana del mondo, sebbene ancora non vi siano conferme su questo record.

Moschea Sharif Hussein bin Ali

Splendido palazzo bianco che si erge tra le spiagge e il centro di Aqaba, la moschea simbolo della città è dedicata all’emiro Hussein bin Ali, vissuto ad inizio XX secolo e promotore della rivolta contro gli Ottomani.

La sua grandiosa cupola, “la più grande di Giordania”, non appesantisce comunque le linee eleganti ed esili della costruzione, un vero esempio di arte islamica a livello mondiale.

Per la gente di Aqaba è un porto sicuro, un luogo in cui ritrovarsi; ma anche per i visitatori è un punto di riferimento, tra l’altro l’ingresso e la preghiera sono aperti a tutti e senza orari.

I viali del giardino esterno si prestano a passeggiate anche se non si ha voglia di pregare, purché si rispetti sempre la sacralità del posto.

Museo archeologico

Il museo archeologico di Aqaba sorge nel palazzo che fu residenza dell’emiro Hussein bin Ali, una costruzione in stile rustico islamico ma risalente agli anni venti del XX secolo.

Situato a ridosso del Castello di Aqaba e a poca distanza dal pennone della bandiera gigante, sul mare, questo museo raccoglie le collezioni di testimonianze antiche legate alla vita umana nella zona.

Quando fu inaugurato nel 1990, metteva in mostra reperti del 4000 avanti Cristo, interessanti manufatti di rame di epoca preistorica e prosegue ancora oggi con oggetti, statue e altri ritrovamenti che si spingono fino al XII secolo, dunque al nostro Medioevo.

Tra i pezzi più interessanti da ammirare, la “Signora di Aqaba” e la “Pietra Miliare” della via Traiana Levantina. Molti oggetti provengono dagli scavi di Tall Hujayrat al-Ghuzlan.

Museo del Patrimonio di Aqaba

Il piccolo museo del Patrimonio riproduce per i forestieri la tipica architettura giordana e le usanze della gente comune.

Si trova in un “palazzo di fango” costruito con i materiali in uso fino all’arrivo degli europei e con quell’aspetto tipicamente arabo, di “casa del deserto”, che affascina i turisti.

All’interno, un salone è adibito ad accoglienza e mostra armi, costumi d’epoca, oggetti di uso quotidiano per le cene, per le feste e per le occasioni sacre; una stanza più piccola affianca il salone, e mostra la tipica camera degli sposi della tradizione giordana con le usanze matrimoniali di questa cultura.

Osservatorio ornitologico

L’osservatorio non nacque con fini di conservazione naturale, ma inizialmente era solo una zona umida e verde creata ad arte per contenere l’avanzata del deserto.

Gli uccelli migratori, pian piano, la elessero a loro luogo di ristoro durante i viaggi e oggi è di fatto un vero e proprio paradiso per chi ama il birdwatching, o anche solo ammirare gli stormi e la vita dei volatili.

Si è calcolato che l’osservatorio oggi ospiti fin quasi 400 specie diverse di uccelli, con prevalenza di anatre e trampolieri.

Parco marino

Nell’ambito del Centro Scientifico Marino, nel 2004 fu istituito il Parco Marino di Aqaba. La zona protetta comprende ben 7 chilometri di fondale del Mar Rosso, ricchissimo di diverse specie di coralli, che vengono così tutelate contro l’eccesso del turismo di massa della zona.

La Giordania partecipa a questo progetto insieme a Israele, lasciando libere le persone di esplorare il parco marino con immersioni controllate, purché si rispettino regole puntuali e severe.

Chi non ama le immersioni può ammirare le barriere coralline sommerse lungo il percorso del Parco grazie ai tour sulle barche con il fondo trasparente; ciò consente di “vedere ma non toccare” in una ancor maggiore misura di sicurezza per la natura.

Tra le meraviglie custodite nella barriera corallina: pesci pagliaccio, pesci pappagallo, gorgonie e coralli molli.

Souk

Il Souk di Aqaba è proprio il mercatino arabo che ogni turista si aspetta: si cammina tra la folla che si assiepa davanti a negozietti e bancarelle, cercando prodotti alimentari, artigianali, di abbigliamento e souvenir.

Pensato prima per i turisti e poi per i residenti, il Souk è il luogo ideale per respirare il profumo d’Oriente di questa città e per comprare, su misura, oggettini da sfoggiare come ricordo.

Anche le grida dei venditori e i loro tentativi di alzare il prezzo per capire chi sa mercanteggiare o meno sono esperienze del Souk di Aqaba da non perdere.

Rovine di Ayla

Sono le rovine dell’antichissimo porto di Aqaba, situate appunto accanto al porto turistico moderno e poco distante dal Mövenpick Resort & Residences.

Di fatto non c’è molto da vedere, ma le spiegazioni storiche accurate raccontano in dettaglio cosa rappresentava in passato ogni singola pietra qui mostrata. Nei dintorni del sito di Ayla però si possono ammirare le antiche mura di Aqaba.

Attività da fare ad Aqaba

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Storia di Aqaba

Aqaba è talmente antica che viene citata anche nella Bibbia. Nel Libro dei Re, infatti, si legge che “Salomone costituì una flotta ad Etsion-Gheber”, ed era infatti questo il nome della città migliaia di anni prima di Cristo; i ritrovamenti archeologici confermano che qui era un centro abitato già 4000 anni prima della nascita di Gesù e dei tempi moderni.

La città dell’epoca era famosa per gli artigiani che praticavano la fusione dei metalli, motivo per cui qui venivano ad armarsi gli eserciti, inclusi quelli di Salomone!

Alessandro Magno la conquistò, ribattezzandola Berenice, e la aggregò al regno di Egitto, al quale sarà sottomessa fino all’anno Zero, quando passerà sotto il dominio delle tribù di Petra.

Divenne ben presto una conquista Romana, con il nome di Ayla, grazie alla sua privilegiata posizione al centro di decine di rotte commerciali verso l’Asia e l’Africa, e prosperò al punto che quando divenne colonia di Bisanzio era già una città grande e contesa da molti; non stupisce che per secoli (dal VII al XII) fu meta ambita da diverse dinastie di califfi e sultani arabi.

Ayla fu coinvolta nelle guerre Crociate a partire dal 1116, per poi essere ripresa da Gran Saladin nel 1170 e passare in mano ai Mamelucchi nel 1250; nel Cinquecento, infine, entrarono i turchi Ottomani e inglobarono la città nel loro grande impero, reggendola senza sosta fino al 1918.

Nel XX secolo, la città usciva appena da un lungo periodo di decadenza, che l’aveva ridimensionata a piccolo capoluogo di pescatori; fu proprio la I Guerra Mondiale e gli sconvolgimenti che portò in quell’area a ridare ad Ayla (che divenne Aqaba, ovvero “il sentiero”) una sua importanza.

Qui infatti si organizzarono le truppe di Lawrence d’Arabia e della rivolta che avrebbe portato alla liberazione dal dominio degli Ottomani, al passaggio sotto il controllo britannico e infine alla nascita della Lega Araba (1944) e del Regno di Giordania nel 1946.

Con l’indipendenza, Aqaba divenne il punto di riferimento sul mare dell’intera nazione, e l’unico porto veramente importante, per cui riprese a svilupparsi acquistando prestigio anno dopo anno, anche grazie al boom del turismo sul Mar Rosso.