Reykjavik

La capitale dell’Islanda, Reykjavik, sorge sulla costa occidentale dell’isola e con i suoi quasi 500.000 abitanti è anche la città più grande della nazione.

Il territorio è complesso, in quanto attraversato da diverse faglie attive che causano decine di sciami sismici ogni anno, sebbene la maggior parte di essi sia di bassa intensità e non causi danni.

Capitale nordica per eccellenza, Reykjavik offre ai visitatori il famoso “sole di mezzanotte” in estate, mentre in inverno la luce dura appena quattro ore al giorno, motivo per cui i colori vivaci sono molto usati in città, su case, strade e monumenti, e vivacizzano un panorama che altrimenti sarebbe troppo piatto.

Potrà stupire ma il clima della capitale islandese non è affatto gelido come ci si aspetterebbe, grazie alle correnti calde oceaniche e ai siti vulcanici vicini che impediscono alla temperatura di scendere troppo sotto lo zero; le estati sono gradevoli, con temperature simili alla primavera continentale.

Cosa vedere a Reykjavik

Reykjavik è ricca di monumenti, alcuni anche stravaganti e originali, come la chiesa di Hallgrimskirkja, la cupola rotante del Palazzo Perlan, il Museo Nazionale, il Saga Museum o la avveniristica sala concerti Harpa.

La notevole chiesa Hallgrimskirkja, in cemento, e il Perlan, un edificio con una cupola rotante in vetro, offrono ampie vedute del mare e delle colline vicine. Un esempio dell’attività vulcanica dell’isola, invece, è la Laguna Blu, un’area geotermale nei pressi del paesino di Grindavik.

Questo e tanto altro è la capitale dell’Islanda, città a misura d’uomo, intrigante e affascinante pronta a stupire con un calore inatteso che brucia sotto l’apparente velo di ghiaccio.

Árbæjarsafn

Originale museo “scenico” di Reykjavik, l’Árbæjarsafn fu inaugurato nel 1957 dopo anni di lavoro seguendo un progetto che già dal 1942 intendeva salvare le tradizioni e la storia della capitale.

Fu scelta come sede una vecchia fattoria (XIX secolo) abbandonata poco fuori il perimetro della città, i cui edifici furono restaurati e adattati all’uso museale; ma non solo, gli edifici stessi e la stessa fattoria sono diventati una sorta di esposizione permanente di storia, tradizioni e cultura antica di Reykjavik.

Con il tempo la città si è estesa fino a raggiungere il complesso museale, che oggi infatti si trova lungo uno dei maggiori itinerari turistici della capitale.

Allo Árbæjarsafn non si ammirano solo antichi edifici, oggetti, arredamento e vestiario di tre secoli di storia ma anche ritrovamenti archeologici e mostre permanenti o itineranti; è possibile vedere una vera e propria messa in scena di fatti e azioni legati alla tradizione islandese interpretati da attori e figuranti in costume.

Centro storico

Il centro storico di Reykjavik si estende dal mare al laghetto di Tjörnin, per essere precisi tra la via Geirsgata e il viale Hringbraut e corrisponde all’antico sito vichingo detto Campo dell’Est dentro il quale sorgeva il “recinto di Ingólfur”.

Di tante tracce storiche però oggi resta veramente poco, purtroppo, perché la città si è votata molto presto alla modernità, preferendo vetro e cemento e forme futuristiche alle antiche testimonianze del passato.

Tra lungomare, parchi, edifici del potere e casette colorate, si snodano le vie principali della città e i punti turistici più interessanti che sorgono lungo di esse; la casa di Ingólfur Arnarson – uno dei padri fondatori di Reykjavik arrivato con gli altri vichinghi nell’874 dopo Cristo – è uno di questi e si trova a poca distanza dai palazzi del Municipio e del Parlamento.

La particolarità del centro storico di Reykjavik è che non conserva una forma ordinata né ha un piano urbanistico che uniformi le dimensioni del quartiere, il quale infatti è molto irregolare e per certi versi “vivace” anche nella sua estensione.

Cerchio d’Oro

Il Cerchio d’Oro è un percorso turistico con partenza e ritorno a Reykjavik che si estende per 300 chilometri.

Il nome è stato coniato da uno spot pubblicitario per attirare i forestieri alla scoperta di queste località che, oltre alla capitale, includono le bellezze naturali della regione circostante.

Fanno parte del Cerchio d’Oro, tra le tante attrazioni: il lago vulcanico di Kerið, il Parco Nazionale Þingvellir, le cascate di Gullfoss, la cittadina di Hveragerði e i suoi geyser, il sito storico di Skálholt.

Chiesa di Hallgrimskirkja

La chiesa di Hallgrimur, Hallgrimskirkja, dedicata all’omonimo poeta nazionale islandese è una gigantesca cascata di cemento che sembra piovere direttamente dal cielo sulla terra.

Fu progettata nel 1937 ma edificata lentamente tra il 1945 e il 1983, con uno stile misto tra espressionista e modernista che qui viene definito “stile nazionale” o “stile basaltico”.

La struttura consiste in un alto campanile di cemento (74,5 metri) dal quale “piovono” lastroni di cemento che si allungano fino a terra e coprono anche l’edificio principale formando così un vero e proprio monumento gotico futurista.

Dentro, una ampia navata centrale e due esili navate laterali riprendono appunto lo stile gotico che culmina nel grandioso organo a 5.275 canne, su un lato, e nell’altare maggiore circondato da luminosissime finestre sull’altro.

Grazie all’illuminazione artistica sistemata tra i lastroni di cemento, anche di notte la Hallgrimskirkja diventa uno spettacolo turistico da ammirare.

Harpa Concert Hall

Harpa non è soltanto un teatro dedicato alla musica e ai concerti, ma un simbolo per Reykjavik e l’Islanda intera. Fu progettato e costruito tra il 2005 e il 2011, allo scopo di indicare la rinascita dopo la grave crisi economica di inizio secolo e per dare alla capitale una sala concerti degna di tal nome, che mancava dal XIX secolo.

Strana la forma, ipermoderna come accade spesso a Reykjavik, talmente irregolare da essere definita dallo stesso architetto Thorsteinn “un quasi parallelepipedo”.

La struttura vuole ricordare un caleidoscopio e, a tal scopo, la facciata meridionale è stata progettata per dare un incredibile effetto 3D a chi guarda, con le vetrate che fanno da protagoniste assolute insieme alle luci con le quali viene illuminata di sera.

Laghetto di Tjörnin

Si tratta di un laghetto derivato da una laguna paludosa, oggi in gran parte bonificata, che un tempo si collegava al mare. Circondato da parchi e edifici monumentali, rappresenta un percorso imperdibile del centro storico di Reykjavik che di fatto lo circonda.

Oltre ad essere una meta turistica, e una delle passeggiate più amate dai residenti nei fine settimana, il lago ospita circa 50 specie di uccelli che ormai hanno preso l’abitudine di farsi nutrire dagli uomini; la “moda” diffusissima di gettare pane per gli uccelli nel lago Tjörnin ha fatto sì che gli abitanti di Reykjavik lo abbiano ribattezzato “la zuppa”.

Si affacciano letteralmente sull’acqua del lago: il Municipio, la Corte Suprema, il Museo Nazionale, il Museo dell’Arte, il Parlamento e il Teatro Nazionale.

Dietro il lago, oltre la riserva naturale e i parchi, sorge l’aeroporto internazionale di Reykjavik.

Laguna Blu

Laguna Blu

A Reykjavik la Laguna Blu è tutto l’opposto di una spiaggia tropicale, nonostante offra lo stesso tepore.

Si tratta di un impianto termale che sfrutta l’acqua delle sorgenti e la lava del sottosuolo per creare non solo un sito di benessere turistico ma anche l’approvvigionamento di acqua calda e riscaldamenti per la città intera.

Situata a 39 km dal centro della capitale, funziona con un sistema a turbine che pesca l’acqua e la spedisce in profondità, così da catturare il calore della lava; infine la incanala di nuovo sia verso i rubinetti cittadini che verso le vasche all’aperto delle terme, le quali assumono colore celeste a causa dei silici, calcari ed elementi di zolfo che colorano le alghe.

Le piscine sono aperte a tutti ma dato che l’acqua non viene mai depurata con agenti chimici è d’obbligo lavarsi sia prima che dopo essersi immersi nelle terme.

Mercato delle pulci Kolaportid

Colorato, vivace e divertente, il mercatino delle pulci di Kolaportið è una delle attrazioni turistiche più richieste di Reykjavik.

Sorge al chiuso, dentro un grande edificio (ex magazzino portuale) rimesso a nuovo e dedicato soltanto ai venditori ambulanti di ogni genere.

Qui si può trovare di tutto: abbigliamento vintage, giocattoli, libri, oggettistica, idee regalo, dischi in vinile, perfino alcune specialità alimentari tipiche islandesi, come le degustazioni di carne di squalo marcia!

Museo della Saga Islandese

Interessante museo che intende portare il visitatore dentro l’anima antica islandese, e di Reykjavik in particolare.

Il museo ricostruisce le epoche vichinghe, le gesta e le epopee (o saghe) degli eroi nordici nazionali che si intrecciano in modo profondo con la storia e la cultura della nazione.

Ma non si limita solo a esporre oggetti, le scene e le usanze dell’era delle saghe vichinghe sono messe in scena da realistici pupazzi in silicone e da figuranti in carne e ossa. In una delle sale del museo i turisti possono vestirsi da vichinghi e fare delle foto ricordo mentre brandiscono spade, scudi e forconi.

Museo delle Balene

Nel Museo delle Balene, specialmente per i bambini, il divertimento non manca. I grandi cetacei sono riprodotti artificialmente ma a grandezza naturale, occupando intere sale così da sottolineare le dimensioni in modo plateale.

Poche le attrazioni per gli adulti, qualche scheda informativa e i documentari, che tuttavia fanno capire l’importanza di questi animali per gli islandesi, allora come oggi.

Museo fallologico Islandese

Se si ha senso dell’ironia e stomaco forte, il Museo fallologico Islandese è una meta da non perdere durante un tour della capitale.

Si tratta di un museo a gestione privata, fondato da un professore di storia in pensione nel 1974, allo scopo di raccogliere la più grande collezione di peni di sempre.

Si cammina per le sale alla scoperta di centinaia di organi maschili di diverse specie animali per un totale di 276 elementi, tutti autentici e ben conservati tramite sostanze chimiche; dal 2011 è entrato a far parte della collezione l’unico pene umano, donato da un cittadino islandese post mortem!

Le collezioni del professor Sigurður Hjartarson vanno dai falli più piccoli del mondo animale agli organi genitali giganti, come il “pene più grande del mondo”, quello di una balena lungo 170 centimetri e pesante 70 chilogrammi.

Museo Marittimo Vikin

Il Museo Marittimo Vikin, oggi Museo Marittimo di Reykjavik, sorge nel 2005 in un ex magazzino abbandonato del porto vecchio per accogliere la storia e la bellezza dell’elemento mare, tanto importante per i vichinghi di ieri e gli islandesi di oggi.

Le sette sale espositive ospitano tre mostre permanenti e diverse mostre itineranti e a tema, tutte dedicate al mare.

La sala della Storia della Navigazione racconta le origini e lo sviluppo del porto di Reykjavik e delle attività ad esso connesse; la sala Dalla Povertà all’Abbondanza racconta invece dello sviluppo accelerato che ebbe l’industria della pesca nel XX secolo; infine, la sala del Vascello Óðinn ricostruisce -nel vero senso della parola – la nave della Guardia Costiera datata 1959.

Altre sale sono sempre libere per accogliere esposizioni temporanee, nazionali e internazionali.

Museo Nazionale Islandese

Aperto nel 2004 in una sede moderna e luminosa, il Museo Nazionale Islandese racconta con oltre 2.000 oggetti la storia della nazione dal primo sbarco dei Vichinghi nell’anno 870 fino ai giorni nostri.

La mostra più grande è quella permanente che raccoglie testimonianze storiche di ogni epoca della storia islandese, ma altre sale offrono documentari, attività, giochi interattivi che permettono di “vivere” letteralmente la storia sulla propria pelle. Ad esempio, si possono indossare veri abiti antichi, usare oggetti, “chiacchierare” con capi guerrieri e capi tribù che racconteranno faccia a faccia con il turista come era la vita antica in Islanda.

Reykjavik - Sòlfar

Sòlfar

Il termine “sòlfar” in islandese significa “viaggiatore del sole” ed è con questo nome che viene indicata la scultura che si incontra lungo l’autostrada 41 Sæbraut, da e per la capitale.

L’autore Jon Gunnar Arnason, che morì prima di vederla inaugurata nel 1989, aveva vinto il concorso per le celebrazioni del duecentenario della fondazione di Reykjavik con questa idea di uno scheletro di nave vichinga aperto, sistemato di fronte al mare, così da essere illuminato dal sole in ogni momento.

La scultura, in acciaio su base di granito, è grande 9x7x18 metri e inizialmente doveva sorgere al centro della capitale sulla collina di Landakot fronteggiando l’ovest per andare incontro al tramonto; purtroppo un repentino cambiamento del piano urbano di quel periodo escluse il sito prescelto e fece sì che oggi Sòlfar si trovi lungo l’autostrada costiera.

Sorgente geotermale di Nautholsvik

Nautholsvik è “la spiaggia” di Reykjavik. Nel tempo il sito è stato reso ancor più turistico con una vera e propria “importazione di sabbia” dalle coste del Marocco che ha arricchito e ammorbidito l’originaria ghiaia!

La piccola baia sorge davanti a un fondale che presenta attività geotermica, infatti l’acqua che sgorga dal sottosuolo ha temperature alte che mescolandosi con quelle gelide del mare creano una temperatura base di 18-20 gradi; molto gradevole per gli islandesi, un po’ fredda ma comunque piacevole per i turisti.

Per la gente del posto, ma anche per molti islandesi di altre parti dell’isola, questa spiaggia corrisponde quasi a un lido tropicale ed è infatti molto frequentata.

Þingvellir Park

Il parco nazionale di Þingvellir è una località molto cara agli islandesi e in particolare ai cittadini di Reykjavik.

Come recita il sito ufficiale del parco, qui si riunì la prima assemblea nazionale nell’anno 930 e qui continuò a riunirsi fino al 1798, infatti lo stesso nome Þingvellir significa “la pianura dell’assemblea”.

Per quanto riguarda la parte naturalistica del parco, qui si innalzano le montagne e le gole spettacolari create dall’incontro delle due placche continentali di Europa e America; in alcuni punti si può letteralmente stare “con un piede in Europa e uno in America” a cavallo della faglia!

Molto importante il sito del lago Þingvallavatn, anche per via dell’ecosistema naturale che lo compone e che ha visto qui formarsi l’evoluzione biologica di alcune specie di piante e di insetti.

I meravigliosi paesaggi creati dal corso del fiume Oxarà sono meta di continui itinerari degli appassionati di trekking e di fotografia.

Valle di Laugardalur

Il nome non deve trarre in inganno perché si tratta di un quartiere periferico della capitale, e non di una vera vallata.

Qui sorge uno dei centri sportivi e termali più importanti di Reykjavik che comprende: piscine di acqua riscaldata, campi da gioco, un giardino botanico con zoo, acquario e aree campeggio.

Per i turisti, oltre alle piscine termali e ai giardini dove si possono fare passeggiate rilassanti, val la pena visitare l’antico mercato contadino e alcune fattorie storiche dei dintorni.

Attività da fare a Reykjavik

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Storia di Reykjavik

Reykjavik (nome che significa “baia del fumo”) è una città dal 1786, ma esiste da molto tempo prima.

Le tradizioni orali millenarie e i poemi delle saghe nordiche confermano che nacque in realtà nell’anno 874 dopo Cristo con l’arrivo delle navi vichinghe dall’Europa e in particolare con la costruzione della prima casa, quella di Ingólfur Arnarson.

Per più di 800 anni la zona rimase popolata da pochi contadini, sparsi su una serie di piccole fattorie; fu soltanto intorno al XVIII secolo che la popolazione cominciò ad aumentare e nell’anno 1749 un ricco giudice di nome Skuli Magnusson decise di avviare le prime industrie di lavorazione della lana cambiando per sempre la sorte del villaggio.

Con la ricchezza e il lavoro arrivarono nuovi abitanti e il centro si ingrandì notevolmente, al punto che nel 1786 fu dichiarato “città” e per molti islandesi moderni è proprio questo il vero anno di nascita della loro capitale.

Nel XIX secolo, anche molti intellettuali e professori si insediarono a Reykjavik rendendola così un centro culturale importante e un punto di riferimento per tutta l’isola; nel 1845 la cosiddetta “Assemblea” (antenata del parlamento attuale) prese sede anche essa in città.

L’Islanda da sempre, fin dalle colonizzazioni vichinghe, aveva fatto parte della Danimarca e il cammino verso l’indipendenza fu lungo, sebbene pacifico: nel 1918 divenne un “regno autonomo nell’ambito del territorio danese” con Reykjavik come capoluogo, e infine nel 1944 l’isola divenne una repubblica completamente distaccata dalla Danimarca e con Reykjavik come capitale.

La nuova realtà portò, dal 1950 in poi, un aumento vertiginoso della popolazione e una crescita anche economica della città che si fece conoscere nel mondo tra gli anni settanta e novanta del XX secolo, grazie ai vertici di politica internazionale che qui avevano luogo.

Oggi è una capitale a misura d’uomo ma proiettata nel futuro più lontano, grazie alla nuova vocazione informatica tecnologica che la rende un faro nel campo delle trasformazioni moderne in Europa.