Città del Capo

Città del Capo (in inglese Cape Town) è una città portuale della costa del Sudafrica che sorge su una penisola dominata dalla suggestiva Table Mountain, chiamata dai locali “Hoerikwaggo” che sta per montagna al mare.

Città del Capo moderna è una metropoli in apparenza vivace e aperta al mondo ma in realtà, al suo interno, quartieri e popolazione vivono secondo rigidi sistemi di separazione culturale che crollano solo in certe occasioni, ad esempio, la movida, gli eventi giovanili, le iniziative culturali.

Evidenti soprattutto le separazioni basate su razza e cultura, sebbene questa rigidità si stia perdendo lentamente.

A Città del Capo vivono oggi molti neri e meticci (rispettivamente il 32% della popolazione e il 48%) a fronte di una popolazione bianca di appena il 19% mentre solo l’1% deriva da antenati asiatici.

Rispetto ad altre realtà del Sudafrica, comunque, Città del Capo rimane una delle località più attive, aperte e nuove in assoluto, un trend che è continuamente in crescita.

Cosa vedere a Città del Capo

La Table Montain, con i suoi 1.080 metri di altezza sul livello del mare, degrada verso l’oceano Atlantico proteggendo Cape Town dai venti.

Si tratta di una città che mette a disposizione dei propri visitatori tante cose da vedere tra le quali troviamo la vegetazione incontaminata, i panorami da sogno, bellissime spiagge ed una vasta scelta gastronomica.

Un servizio di funivia risale lentamente la montagna fino a raggiungerne la cima, caratterizzata da una forma piatta: qui si può godere di uno splendido panorama su tutta la città.

Si tratta sicuramente di una tra le più belle città del mondo e offre numerose attrattive, sono molte le cose da vedere a Città del Capo e di seguito sono riportate le più belle.

Città del Capo - Bo-Kaap

Bo-Kaap

Bo-Kaap è un quartiere originale e interessante, famoso per la vivacità delle sue case colorate. Anticamente era uno dei tanti “ghetti” per la popolazione nera, infatti si trova fuori dal centro di Città del Capo, sul fianco della collina di Signal Hill.

Pur essendo un quartiere satellite ha ospitato e ospita ancora le testimonianze preziose degli immigrati indonesiani, chiamati comunità di Cape Malay.

Dopo la fine delle politiche razziali, il ghetto si è aperto a nuove prospettive e oggi è stato rivalutato soprattutto dai giovani professionisti e dagli artisti, per via delle sue architetture particolari e per il panorama sulla città che si gode da qui.

A Bo-Kaap si possono ammirare le botteghe dei pittori, un delizioso museo dedicato alle tradizioni della comunità indonesiana e la moschea di Nurul Islam.

Città del Capo - Boulders Beach

Boulders Beach

Detta anche Boulders Bay, è una spiaggia di sabbia candida punteggiata da grossi massi (boulders, in inglese) di granito, levigati dall’oceano.

Situata a Cape Peninsula, fa parte dell’area metropolitana di Città del Capo ospitando di fatto un quartiere residenziale che in estate diventa località turistica balneare molto frequentata.

Nonostante la continua presenza umana, qui vive protetta e controllata una rara specie endemica di pinguino che ha rischiato l’estinzione: il pinguino africano Spheniscus Demersus, reintrodotto nel 1982 e da allora in aumento.

Da vedere, a Boulders Beach, proprio i pinguini nel loro habitat naturale e nel loro quotidiano: sono loro la principale attrazione insieme al Parco Nazionale Table Mountain di cui la spiaggia fa parte.

Città del Capo - Camps Bay

Camps Bay

Quartiere situato a ovest del centro di Città del Capo, vicino alla Cape Peninsula dei pinguini, per la gente del posto è la meta balneare estiva ideale.

Le spiagge di Camps Bay sono oggi la principale attrazione del posto, eppure fino al 1889 qui non esisteva quasi nulla se non una stazione postale in mezzo alla campagna; fu l’arrivo del tram e il primo capolinea, proprio qui, a far sviluppare velocemente il quartiere.

Tante le spiaggette che costellano questo quartiere, tra cui le più famose sono:

  • Oudekraal, un insieme di piccole calette rocciose riparate.
  • Lui Bay, paradiso dei sub.
  • Camps Bay, che dà il nome alla zona ed è la più grande spiaggia sabbiosa del distretto.
  • Glen Beach, luogo ideale per chi cerca le onde giganti del surf.
Città del Capo - Cape Point

Cape Point

Insieme a Capo di Buona Speranza, Cape Point è uno dei punti panoramici sul famoso spettacolo dell’incontro dei due oceani, Atlantico e Indiano.

Si trova circa due miglia a nord rispetto al Capo di Buona Speranza ma appare più suggestivo grazie ai picchi rocciosi che si susseguono fino allo strapiombo sul mare; affascinanti anche i due fari, che sono le principali attrazioni del posto.

Il faro vecchio, situato su uno dei picchi a 262 metri di altezza, fu dismesso dopo il naufragio della nave Lusitania nel 1911: in effetti era visibile fin da lontano e incoraggiava le navi a far manovra troppo presto, facendo rischiare loro danni e disastri.

Il nuovo faro oggi sorge a 87 metri sul livello del mare, e in una posizione favorevole per essere visto solo dopo che le navi hanno raggiunto una zona più sicura per la manovra.

I turisti amano Cape Point perché sperano di ammirare qui gorghi e vortici dati dall’incontro dei mari, fenomeni che però non si vedono mai a occhio nudo; in compenso il panorama è tra i più belli al mondo.

Città del Capo - Clifton

Clifton

Dopo un passato come accampamento militare, oggi Clifton è un quartiere elegante, pensato e sviluppato per ricchi: una zona esclusiva caratterizzata da ville bellissime e palazzi eleganti.

I lidi sono spesso privati o aperti solo alle persone che possono pagare molti soldi e sono quattro in tutto: prima, seconda, terza e quarta spiaggia.

L’attrazione turistica di questo luogo, al di là delle architetture delle ville, è la “spiaggia fantasma” di Moses Beach.

Situata all’imbocco della first beach (prima spiaggia), questa piccola baia sabbiosa appare e scompare a seconda del moto delle maree che trasportano o spazzano via la sabbia; quel che resta invariato è il boschetto di papiro, da cui il nome legato alla storia biblica di Mosè.

Città del Capo - Giardino Botanico Nazionale di Kirstenbosch

Giardino Botanico Nazionale di Kirstenbosch

Il Giardino Botanico Nazionale di Kirstenbosch (Kirstenbosch National Botanical Garden in inglese) sorge sul fianco orientale della Table Mountain, fa parte del suo parco nazionale, si estende su 36 ettari di foresta e custodisce 9.000 delle 22.000 diverse specie di piante sudafricane.

Tra le bellezze da ammirare lungo il percorso del Kirstebosch: la “collina dei gerani”, completamente ricoperta da questi bellissimi fiori, il giardino pensile delle erbe aromatiche e il giardino delle piante della Muti (la medicina tradizionale tribale).

Monumenti da non perdere sono sicuramente le sculture disseminate tra i percorsi del bosco e i Mandorli di Van Riebeek, alberi piantati nel 1660 ed esistenti da allora.

Per muoversi da un punto all’altro del giardino si può utilizzare un ponte sospeso in legno che consente di sovrastare gli alberi in modo da arrecare il minor danno possibile alla flora lì custodita.

Città del Capo - Lion’s Head

Lion’s Head

La “testa del leone” è una montagna rocciosa alta 669 metri la cui cima levigata da pioggia e vento si suddivide in diversi picchi appiattiti.

Per raggiungere il picco più alto, dal quale si gode uno spettacolare panorama su Città del Capo e sulla costa, ci si deve aiutare con cordoni e catene fissati alla roccia per evitare scivoloni drammatici.

Lion’s Head è un monumento naturale che si ammira mentre ci si arrampica ma che offre come attrattiva principale lo spettacolo della città ai piedi di chi guarda.

Città del Capo - Long Street

Long Street

Long Street è una delle strade principali di Città del Capo, situata nella zona centrale della metropoli, ovvero nella cosiddetta bowl (la boccia).

Si tratta di quell’area ad anfiteatro che si apre ai piedi della Table Mountain, il cuore della città e uno dei luoghi storici più importanti.

Proprio lungo Long Street, nel pieno della politica dell’Apartheid, si svolgevano spettacoli di protesta nei locali e nei teatri e si muovevano artisti e personaggi rivoluzionari che hanno reso la via l’anima di un quartiere, oggi, molto bohemien.

Adesso Long Street è la via dei ristoranti, dei negozietti per lo shopping, ma soprattutto è famosa per le sue case ottocentesche in stile Vittoriano che fanno sentire chi la percorre come se si trovasse nel cuore di Londra e non dall’altro capo del mondo.

Città del Capo - Muizenberg

Muizenberg

Un quartiere importante per Città del Capo, quello di Muizenberg, non soltanto per la lunghissima spiaggia sulla quale si abbattono onde gigantesche (secondo la leggenda locale qui fu inventato il surf moderno), ma anche per le tante testimonianze storiche che conserva ancora.

A Muizenberg si combatté una battaglia fondamentale per la conquista britannica sull’antico Sudafrica olandese, qui visse e morì Cecil Rhodes, uno dei grandi padri dell’Africa bianca e qui si può ancora ammirare l’antico ufficio postale ottocentesco e un museo nella ex abitazione di Rhodes.

Ma a Muizenberg si va per godersi l’oceano, per fare surf quasi nove mesi l’anno e per fare il bagno quando è possibile, inoltre sulle pareti rocciose che dominano il quartiere si può praticare l’arrampicata.

Lungo al spiaggia decine di locali offrono divertimento ed eventi per chi ama vivere anche la notte di Città del Capo.

Città del Capo - Robben Island

Robben Island

Robben Island è un’altra tra le principali attrazioni turistiche di Città del Capo, è aperta tutto l’anno e su di essa si trova il Museo di Robben Island.

Oggi è un sito UNESCO, in passato fu utilizzata inizialmente come colonia per i lebbrosi, poi come carcere per prigionieri politici ai tempi dell’apartheid.

Tra i prigionieri illustri che hanno soggiornato nel carcere di Robben Island troviamo Nelson Mandela, Walter Sisulu e Govan Mbeki.

L’isola è raggiunta da traghetti che salpano dal Victoria & Alfred Waterfront a Città del Capo impiegando circa 45 minuti per raggiungerla.

Appena si sbarca dal traghetto si sale su un bus che per il giro dell’isola che dura circa 45 minuti, fermandosi nei punti più interessanti dell’isola con una guida che spiega in inglese.

In totale la visita a Robben Island dura circa 4 ore (con la traversata ) e ne vale sicuramente la pena.

Città del Capo - Table Mountain

Table Mountain

Table Montain (letteralmente montagna della tavola) è una montagna piatta che sovrasta gli edifici di Città del Capo e si trova completamente inclusa nel territorio della città.

Il magnetismo della montagna ha un modo di attirare le persone, spingendole a raggiungere la vetta.

Il modo più semplice per arrivare in vetta è utilizzare la comoda funivia che sale le pendici della montagna partendo direttamente dalla città.

La funivia è stata inaugurata nel lontano 1929, ma nel 1997 è stata completamente rinnovata ed adesso la Cableway (questo il nome della nuova funivia) impiega soltanto 7 minuti per trasportare in cima fino a 65 persone alla volta e, mentre si sposta, ruota su se stessa in modo da consentire la miglior visuale a tutti i passeggeri.

Per i più sportivi vi sono inoltre numerose opportunità per fare del trekking ed anche la scalata al monte.

Il premio è lo spettacolare panorama che si può ammirare dalla vetta della Table Mountain.

Città del Capo - Victoria & Alfred Waterfront

Victoria & Alfred Waterfront

Il molo Victoria & Alfred Waterfront, dedicato alla regina Vittoria e al figlio, è il punto di partenza dei battelli che portano a Robben Island, l’isola della prigionia di Nelson Mandela.

Circondato dall’area portuale, nucleo più antico di Città del Capo, è una località turistica e storica molto importante.

Qui si viene per ammirare le luci cittadine che si specchiano sul mare, per andare a visitare la prigione di Mandela, per ammirare il grande acquario Two Oceans, per esplorare il Museo Chavonnes.

Il monumento più affascinante è l’antica Torre dell’Orologio (1883), in mattoni rossi e in uno stravagante stile Vittoriano.

Città del Capo - Winelands

Winelands

A causa delle latitudini in cui è posizionata, in Africa non ci sono zone adatta alla coltivazione della vite, ma c’è un’eccezione: la zona meridionale del Sudafrica.

Città del Capo si trova a sud dei 30° di latitudine che consentono la coltivazione della vite, questo rende il Sudafrica l’unica nazione africana a poter vantare una tradizione enologica significativa.

Infatti qui il vino si produce da oltre 350 anni, molto prima che in California o in Australia, inoltre il Sudafrica è il settimo produttore di vino del mondo.

Città del Capo è al centro della zona che per prima ha visto fiorire la viticoltura in Sudafrica e la degustazione di vini è uno dei modi migliori per trascorrere una giornata in zona.

Ci sono diverse case vinicole da poter visitare. si possono combinare deliziosi vini con alcuni dei paesaggi più belli della Terra: un’esperienza da fare assolutamente se ci si trova in vacanza a Città del Capo.

Città del Capo - Woodstock

Woodstock

Woodstock è un grosso quartiere industriale che sorge pochi chilometri a est del porto della città.

Per chi ama l’architettura questo è un grande esempio di archeologia industriale, ricco di fabbriche dismesse, aziende ottocentesche restaurate e altre testimonianze di un Sudafrica d’altri tempi.

Da ammirare, qui: l’antica birreria Old Castle, il mulino Old Biscuit, i magazzini di stoccaggio e un magnifico parco urbano (Trafalgar Park) che custodisce ancora parti delle prime fortificazioni olandesi.

Monumento unico è l’albero secolare (500 anni) Treaty Tree, non solo per la sua dimensione e per l’età ma perché sotto la sua ombra avveniva il mercato degli schiavi.

Da visitare anche la ex fabbrica Roedebloem, oggi una accademia di belle arti con annesso museo.

Città del Capo - Zeitz MOCAA

Zeitz MOCAA

Un tozzo palazzo di cemento e vetro ospita uno dei musei più belli del Sudafrica: lo Zeitz Museum Of Contemporary Art Africa.

Inaugurato nel 2017, questo luogo custodisce splendide testimonianze di arte africana ed europea, ritrovate o eseguite nella zona di Città del Capo nel corso del XX secolo e funziona come luogo espositivo per eventi artistici e culturali.

Si trova a ridosso del Victoria & Alfred Waterfront, su 9.500 metri quadri di superficie, ha ben nove piani e ospita anche diciotto laboratori didattici dedicati all’arte contemporanea, gli ultimi piani dell’edificio sono invece sede di un hotel.

Attività da fare a Città del Capo

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Storia di Città del Capo

Le due anime di Città del Capo, quella boera (olandese) e quella britannica, si riflettono ancora oggi nelle tradizioni, nella lingua, nei costumi dei suoi abitanti.

Ma i primi europei a sbarcare su queste coste furono gli esploratori portoghesi nel XV secolo e per la precisione Bartolomeo Diaz che battezzò il luogo Capo Tormentoso: sarà il re del Portogallo, successivamente, a chiamarlo Capo di Buona Speranza, come augurio per i nuovi traffici commerciali del regno.

Nel 1652 gli olandesi comprarono alcuni magazzini di stoccaggio nel possedimento portoghese e si insediarono tutto intorno, aprendo di fatto la via alla nuova colonizzazione che sarebbe durata più di un secolo, fino alla conquista britannica nel 1795.

Da quel momento in poi, la nuova colonia sarebbe passata di mano più volte, sempre contesa tra inglesi e boeri (dalla parola olandese boer ovvero contadino) mentre la popolazione locale subiva la alternanza di dominazioni.

Dei primi abitanti di Città del Capo si sa molto poco, sebbene siano state trovate testimonianze di vita preistorica.

Al momento delle conquiste europee la tribù Khoe Khoe era ben radicata sul territorio ma ben presto si mescolò ai tanti lavoratori e schiavi indonesiani portati qui dagli olandesi, durante la prima colonizzazione.

Da sempre città multietnica e multiculturale, nel XIX secolo Città del Capo contava già 20.000 abitanti e nel 1910, quando il Sudafrica divenne indipendente sotto la Corona Britannica, aveva superato i 170.000 residenti mentre oggi supera abbondantemente i due milioni e mezzo di persone.

Città del Capo fu tra le prime a istituire le “township“, ovvero le città ghetto riservate alle persone di colore e la ragione fu l’epidemia di peste bubbonica scoppiata nel 1901 che mise seriamente in pericolo i commerci ma anche la vita della città. La colpa del contagio fu data alle persone di colore, considerate poco pulite e semi selvagge, al punto da spingere il governo locale a segregare le popolazioni indigene per tenerle lontane dal centro abitato.

Una volta passata l’epidemia però rimase la convinzione che neri e bianchi non dovessero vivere insieme e da qui partirono le politiche di segregazione dell’Apartheid, cadute soltanto grazie a Nelson Mandela.

Proprio Mandela scelse Città del Capo per il suo primo discorso da uomo libero: era il 1990.