Versailles

Versailles è un comune francese capoluogo del dipartimento degli Yvelines, situato a pochi chilometri dal centro di Parigi e conosciuto in tutto il mondo grazie alla famosa reggia.

Il nome Versailles probabilmente deriva dal latino “versare”, “rivoltare”, il termine, risalente all’XI secolo, avrebbe designato in origine delle terre lavorate (rivoltate). Gli abitanti di Versailles si chiamano versaillais.

Cosa vedere a Versailles

Una visita a Versailles non può non prevedere l’ingresso in reggia ma, oltre a questo splendido palazzo ricco di storia, la cittadina a molto altro da offrire ai suoi visitatori.

Cattedrale di San Luigi

Edificata nel 1754, la cattedrale di San Luigi, in stile tardo barocco, rappresenta non soltanto la chiesa più importante del comune di Versailles ma anche un simbolo per tutta la Francia.

Fu qui, infatti, che si svolsero quasi tutte le sedute degli Stati Generali nell’anno della rivoluzione, 1789; dopo la rivoluzione, la chiesa divenne “tempio laico” dedicato all’Abbondanza, ma i monaci vincenziani mantennero comunque vivi i riti cattolici parrocchiali in altri locali.

Lunga 93 metri e alta 65, la cattedrale di San Luigi ospita diverse opere d’arte tra cui dipinti di Boucher, JB Pierre e Restout; notevole l’altare dorato sul quale spiccano la statua della Madonna e un crocifisso; la chiesa ospita anche diverse cappelle laterali e alcune bellissime vetrate policrome.

San Luigi divenne Diocesi nell’anno 1802 anche se fu ufficialmente riaperta al culto solo trent’anni più tardi.

Chiesa di San Sinforiano

Situata nel quartiere di Montreuil, la chiesa dedicata a Saint Symphorien (San Sinforiano) fu voluta da re Luigi XV in persona, per sostituire il fatiscente tempio medievale preesistente.

I lavori terminarono nel 1770 e la chiesa appare ancora oggi come un semplice edificio con la parte posteriore a torre che funziona anche da campanile; un frontone triangolare in stile classico spezza la forma quadrata massiccia e un colonnato imponente dona leggerezza alla facciata.

San Sinforiano, che domina una zona che ha conservato le caratteristiche di piccolo paese di campagna, pur trovandosi in città, è diventata monumento nazionale francese nel 1953.

Chiostro dei Récollets

Edificio semplice settecentesco, fu sede della congregazione francescana detta “dei Récollets” e comprendeva una chiesa, un convento e il suo chiostro interno. Oggi rimangono solo la facciata della chiesa, un parco sito nella zona in cui un tempo sorgeva il corpo del convento, e il chiostro.

Il chiostro un tempo ospitò i carcerati, dato che l’intero convento fu utilizzato come prigione subito dopo la Rivoluzione.

Una targa ricorda che “nel 1789 i deputati del Terzo Stato cercarono rifugio presso i monaci i quali però glielo rifiutarono”, forse il motivo per cui il convento venne in seguito distrutto.

Grande Trianon

Dove oggi sorge il palazzo del Grande Trianon, fino al XVII secolo esisteva un villaggio; re Luigi XIV lo fece demolire per lasciar spazio a una costruzione che doveva essere meravigliosa, interamente fatta di porcellana.

Naturalmente il palazzo non resistette a lungo e andò in pezzi nel 1685; appena tre anni dopo venne inaugurato il nuovo palazzo, stavolta in pietra e marmo, che in effetti si dimostrò più solido e duraturo, giungendo fino ai nostri giorni.

Dimora preferita di Luigi XVI, il Grande Trianon fu danneggiato durante la Rivoluzione e lasciato in abbandono fino al 1810 quando fu Napoleone stesso a recuperarlo; oggi si presenta con la stessa forma originaria, a tenaglia, con un grande cortile antistante l’ingresso e un meraviglioso parco sul retro del palazzo.

Dentro si possono visitare: il salone degli specchi, la camera dell’imperatrice, il salone di famiglia, il salone tondo, l’anticamera dell’imperatore, la camera della musica, oltre a una ricchissima galleria d’arte.

Lycée Hoche

Nato nel Settecento come nido, per accudire i principi reali, dopo la Rivoluzione Francese il Lycée Hoche venne lasciato decadere; fu recuperato soltanto nel 1803, restaurato e trasformato in una scuola secondaria.

Ancora oggi è un liceo, gestito pubblicamente dallo stato, ma comunque riservato a una élite per via della educazione specifica che vi viene impartita; questa scuola, infatti, apre le porte delle più prestigiose università di Francia e da due secoli vengono a studiare qui i figli dei ricchi di molte parti del mondo.

Per questo rimane comunque una scuola selettiva, nella quale è difficile entrare, ma che garantisce una carriera scolastica e lavorativa di altissimo livello. Gli studenti si muovono ancora oggi negli stessi ambienti eleganti frequentati da personaggi come Napoleone, il pittore Valtat, il chimico Berton, il filosofo Raymond Aron… perfino il presidente messicano Francisco Madero, da ragazzo, si formò qui.

Petit Trianon

Il castello del Petit Trianon fa parte di una proprietà terriera leggermente più piccola rispetto a quella del Grande Trianon, situata sempre nel parco della reggia di Versailles.

L’edificio fu costruito tra il 1762 e il 1768 e divenne in breve tempo il ritiro preferito della contessa Du Barry prima e di Maria Antonietta subito dopo.

Il Petit Trianon ha forma quadrata, con cinque grandi finestre per lato e due piani che diventano tre se si conta il piccolo ammezzato, situato davanti al cortile che serviva da ingresso “nobile” durante le feste. Da ammirare, dentro: i saloni delle feste, le stanze di Maria Antonietta, la sua biblioteca e le stanze del Re, nell’attico, dove spesso vengono allestite mostre. Intorno all’edificio si apre il bellissimo giardino ricco di fontane, siepi, statue, tempietti e altre stravaganze.

Potager du Roi

Era l’orto privato di re Luigi XIV, realizzato da Jean-Baptiste de la Quintine, architetto paesaggista reale che aveva già lavorato ai giardini della reggia.

Doveva servire a produrre tutti quegli alimenti freschi e sicuri per cucinare i pasti dei sovrani ma si sviluppava come un parco, più che come un campo.

Dal 1683 ad oggi il giardino ha subito ben poche modifiche, appare ancora con tutti i suoi nove ettari di superficie, le sue siepi artistiche che separano i vari orticelli e i frutteti, e la grande vasca circolare con la fontana centrale.

Nonostante gli avvenimenti drammatici e i cambiamenti, come ad esempio il passaggio da proprietà privata a pubblica, questo “orto” è rimasto sempre in uso come tale; nel 1848 divenne proprietà dell’Istituto Agrario e ancora oggi viene usato da agronomi e scienziati per sperimentare nuove tipologie di piante e di frutti; è aperto al pubblico ogni giorno.

Reggia di Versailles

Molti non comprendono la bellezza della Reggia di Versailles finché non la vedono, una volta entrati dentro al parco rimanere con il fiato sospeso per l’enormità di questo complesso è più che normale.

Uno dei palazzi più belli del mondo da scoprire con calma e senza fretta. In principio Versailles fu costruita come dimora di caccia di Luigi XII, la cittadina ai quei tempi non era molto frequentata ed era ricca di stagni che emanavano un odore davvero pessimo.

Ma con la salita al trono di Luigi XIV più conosciuto come Re Sole, Versailles diventa un posto molto importante per via delle vittorie militare, che videro al trono Luigi per ben 72 anni. La visita alla reggia di Versailles si suddivide in tre parti, il Castello, il Parco e il Trianon.

È praticamente impossibile visitare la reggia di Versailles in un giorno solo: è immensa e per visitare ogni suo angolo ci vogliono almeno un paio di  giorni.

Imperdibili gli appartamenti del Re, dove c’è il salone di Apollo che veniva utilizzato come sala del trono. Si comincia l’itinerario dalla Cappella di San Luigi e si iniziano ad attraversare i saloni dedicati ai pianeti. Si prosegue poi per il Salone degli Specchi, un tempo considerati un accessorio di lusso che solo il re poteva permettersi. Nella sala ne sono presenti diciassette, uno vicino ad ogni finestra.

Visitare con calma la reggia di Versailles permette di immergersi in pieno nell’atmosfera di quel tempo.

Sala della Pallacorda

Questo salone esisteva da tempo per consentire ai nobili di divertirsi anche al chiuso, nelle giornate di maltempo. Vi si praticava lo sport detto “jeu de paume” (gioco di palma), in quanto la pallina si faceva rimbalzare con colpi di mani da un lato all’altro di una rete tenuta su da una corda, da cui anche il nome “pallacorda”; da questo gioco derivò, circa un secolo dopo, il gioco del tennis.

Ma l’importanza di questo luogo, che oggi sfoggia statue dei rivoluzionari e affreschi e arazzi di notevole bellezza, è dovuta al fatto che fu usato dai rappresentanti del popolo (il Terzo Stato) quando vennero estromessi dalla assemblea degli Stati Generali; i deputati si riunirono nella Sala della Pallacorda e organizzarono da qui la ribellione e il progetto di una Francia repubblicana.

Scuderie della Regina

Guardando questo elegante palazzo del 1682 si stenta a credere che sia nato per ospitare i cavalli. Ma se si pensa che qui vivevano e si allenavano i cavalli delle regine, si comprendono tante cose; anche perché l’edificio non serviva solo per gli animali.

Presso le Scuderie della Regina venivano accuditi i cavalli, conservate e curate le tante carrozze private, venivano formati e allenati i cocchieri e i fantini che dovevano condurre animali e mezzi per conto di sua maestà; qui si trovava anche la Scuola dei Paggi del Re, ragazzini che venivano educati a servire la persona del sovrano (per ogni azione del re servivano da tre a sei paggi, ogni giorno, ovunque).

Qui ha avuto sede fino al 1830 anche la Scuola di Equitazione Nazionale, mentre oggi le Scuderie della Regina sono sede dell’Accademia dello Spettacolo.

Stazione Versailles-Rive-Gauche

Dopo la rivoluzione, Versailles perse la sua importanza finché non venne rivalutata dai successivi sovrani di Francia, nel XIX secolo.

Nel 1840, re Luis-Philippe la riaprì per inaugurare una grandiosa galleria d’arte e storia e decise quello stesso anno di realizzare una linea ferroviaria che consentisse ai treni in arrivo a Parigi di sostare direttamente a Versailles, sulla “riva sinistra” della Senna, da cui Rive-Gauche.

La linea ferroviaria divenne talmente popolare e utilizzata che nel 1878 fu necessario creare una stazione degna di accogliere tanti visitatori; la stazione è essa stessa il monumento da ammirare, costruita con materiali metallici secondo lo “stile industriale” dell’epoca.

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Storia di Versailles

Versailles nasce come zona agricola, come dimostra anche il suo nome ricevuto in epoca romana (dal latino “versare” nel senso di rivoltare la terra) e per millenni fu effettivamente uno dei “granai” di Francia, ricco di coltivazioni di ogni tipo.

La zona era disseminata di piccoli villaggi agricoli che divennero per la prima volta un “feudo” nel 1038, affidati a nobili famiglie che rendevano conto direttamente al re.

Nel XVII secolo, l’allora signore del feudo di Versailles invitò più volte il suo amico, il re Luigi XIII, a cacciare nelle sue tenute e il sovrano si innamorò di quel posto. Dato che portava sempre con sé l’erede, futuro Luigi XIV, anche il giovane principe ne rimase affascinato.

Fu proprio Luigi XIV una volta divenuto re a decidere di spostare la reggia da Parigi al borgo di Versailles, cambiando per sempre la sua storia.

Grazie alla presenza della corte, il paese passò da poche centinaia di residenti a quasi 60.000 abitanti ma, dopo i fatti della rivoluzione e la scomparsa della monarchia, Versailles perse definitivamente la propria fama e venne lentamente abbandonata.

Nel 1830 il posto era quasi totalmente disabitato, infatti venne recuperato solo in parte per usarlo come museo. Con il ritorno alla Repubblica nel 1871, il centro del potere fu nuovamente spostato a Versailles che tornò a crescere raggiungendo in pochi anni i 62.000 abitanti.

Nonostante non sia più sede del potere politico, oggi Versailles conta 85.000 abitanti ed è un comune che vive principalmente di turismo e di servizi terziari. Grazie alla recuperata bellezza della reggia e degli edifici annessi ad essa è continuamente presa d’assalto dai visitatori di tutto il mondo, ed è anche un noto centro congressi.


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