Isole Ebridi

Situate al largo delle coste della Scozia, le Isole Ebridi sono dei luoghi magici che hanno conosciuto dominatori e avventurieri provenienti dal nord: luogo perfetto dove rilassarsi, trovare serenità e assaporare l’aria pura di questi posti.

Le isole più famose della Scozia, sono costituite da rocce antichissime, dov’è palpabile la sensazione di trovarsi al cospetto della storia. L’arcipelago più amato della Scozia racchiude queste isole in mondo magico, dove la voglia di viaggiare si fa più forte.

Quelle più a nord comprendono l’isola di Skye, le Small Isles e una miriade di scogli minori, mentre la zona meridionale propone itinerari nel Mull, Islay, Jura e Slate Islands.

Cosa vedere alle Isole Ebridi

Ci si può perdersi passeggiando per strade panoramiche, dove poter ammirare antiche borgate e meraviglie risalenti alla preistoria. Da vedere, sull’isola di Lewis, Dun Carloway: una delle torri rotonde conservate in maniera perfetta della Scozia.

Altro posto assolutamente da non perdere è l’area archeologica di Calanais Standing Stones, un insieme megalitico fondato nel 1800 avanti Cristo.

Isole Ebridi - Ebridi Interne

Ebridi Interne

Le Ebridi Interne (Inner Hebrides) sono un piccolo arcipelago di oltre 70 isole di diversa dimensione situato tra la costa scozzese, della quale sono un’ideale continuazione, e le Ebridi Esterne, situate a nord ovest.

Soltanto 35 di esse sono abitate e di queste le più importanti sono Skye, Mull, Islay e Jura le quali, insieme all’isola di Tiree, sono anche le più popolate.

Isola di Skye

La più grande isola delle Ebridi Interne è formata da un unico grande corpo montuoso, Monte Cuillins, che degrada a volte in modo brusco fino al mare e, in particolare, fino al porto di Portree, situato lungo un canale marino immerso tra il verde e le case.

Oltre a Portree, sono sicuramente da visitare centri come Dunvegan, sede di un bel castello medievale, Kyleakin, collegata alla terraferma scozzese da un artistico ponte, e Uig, l’imbarcadero da cui partono le navi per le altre isole.

Da non perdere lo Stein Inn a Waternish, il più antico pub delle Ebridi e le partite di Quidditch (lo sport fittizio del magico mondo di Harry Potter) che si giocano realmente a Portree!

Isola di Mull

Verdissima e ricca di colline, Mull è la seconda per numero di abitanti dopo Skye.

L’unico centro abitato è Tobermory, una cittadina coloratissima che si specchia in acque profonde circondate da foreste verdi e che custodisce una delle più antiche distillerie di whisky di Scozia e un bel museo dedicato alla natura e storia delle isole.

Dal romantico porto di Fionnphort partono battelli per la disabitata isoletta di Staffa, dove si ammirano i basalti lavici antichi e la Grotta di Fingal, dalle mirabili stalattiti di roccia esagonali.

Isola di Islay

Denominata “la regina delle Ebridi”, l’Isola di Islay rappresenta una sorta di “ponte” tra Scozia e Irlanda, è bellissima e calda, grazie alla Corrente del Golfo che mitiga il suo clima.

La gente vive per lo più a Bowmore, un grosso paese di campagna famoso per il suo “cimitero della chiesa rotonda” e per le basi militari della II Guerra Mondiale; oppure a Port Ellen, piccolo porto marittimo circondato da resti archeologici del Neolitico.

Deliziosi da visitare i villaggi di pescatori che completano il quadro di questa piccola isola.

Isola di Jura

L’Isola di Jura è piccola e spoglia, con pochi centri abitati privi di particolari bellezze.

Le tre montagne dell’isola sono però tra le più alte delle Ebridi e offrono splendidi panorami dall’alto dei loro 780 metri; a valle invece si può andare a cercare la casa dove visse George Orwell, a Barnhill, mentre scriveva i capolavori “1984” e “Grande Fratello”.

Isola di Tiree

Tiree è un’isola di agricoltori, ricca di fattorie e di cavalli selvatici.

Il centro principale è Scarinish ma il monumento simbolo si trova fuori dall’abitato: il Forte Celtico di Dun Mor Bhalla, dove si notano ancora le mura rotonde degli edifici militari dell’epoca.

Isole Ebridi - Ebridi Esterne

Ebridi Esterne

Le Ebridi Esterne (Outer Hebrides) si trovano appunto “all’esterno” rispetto alla costa scozzese e alle altre isole.

Sono circa 60 isole che contano in totale 26.000 abitanti, ma solo le più grandi concentrano quasi la totalità della popolazione: Lewis e Harris, North Uist, South Uist, Benbecula e Barra.

Isola di Lewis e Harris

L’isola più grande di tutti gli arcipelaghi scozzesi porta due nomi e dai suoi abitanti viene considerata come due terre diverse, nonostante sia unica.

“Lewis” è la parte nord dell’isola, mentre la regione sud si chiama “Harris” e nell’insieme ospita circa 20.000 persone. Il capoluogo di Lewis e Harris è Stornoway, una cittadina di pescatori situata sulla costa orientale dell’isola, patria di una antica famiglia (o clan) ancora oggi esistente, i MacLeod di Lewis.

Nella località di Callanish si possono ammirare le pietre megalitiche risalenti all’era Neolitica disposte come spesso accade in forma circolare, assecondando riti antichissimi.

Su quest’isola si trovano alcune delle cime più alte delle Ebridi Esterne, come monte Maelasbhal (575 metri) mentre al largo delle sue coste sorgono isolette più piccole e disabitate.

Isola di North Uist

Un’isola molto estesa ma anche piatta e poco ricca di vegetazione, si trova vicina ad altre quattro isole alle quali è unita da un lunghissimo ponte rialzato che parte dal capoluogo Lochmaddy.

Uist del nord è famosa per i tanti uccelli che vengono a riprodursi nelle sue riserve naturali, per questo viene considerata da molti come il “paradiso del birdwatching”, ma è anche un luogo ricco di testimonianze del passato: qui sorgono siti archeologici risalenti all’era preistorica, come il Cerchio di Pietre di Pobull, la camera funeraria di Barpa Langass e diverse pietre circolari.

Isole di South Uist

Si tratta dell’isola più ricca di montagne di questo arcipelago, con il monte Beinn Mhor che raggiunge i 620 metri.

Nel capoluogo Lochboisdale vivono circa 2.000 persone e anche da qui parte una strada sopraelevata che diventa un ponte per le altre isolette vicine.

Le spiagge sono bellissime e si estendono fino alla retrostante pianura erbosa qui chiamata machair.

Isola di Benbecula

La piatta e frastagliata isoletta di Benbecula, collegata da un ponte a North Uist, è di fatto l’aeroporto delle Ebridi e ospita anche una base militare.

L’attrazione di Benbecula, però, sono le rovine di pietra del Borve Castle, costruito nel primo medioevo e caduto in rovina a metà del XVI secolo.

Isola di Barra

Barra è la più meridionale delle Ebridi Esterne ed è collegata alla vicina isoletta di Vatersay da una strada che corre su una diga di sabbia e roccia.

Possiede un aeroporto situato su una lingua di terra che appare solo alcune settimane al mese, quando il mare si ritira per via della bassa marea: gli aerei quindi possono atterrare solo in certi giorni e non in altri.

Il capoluogo è la cittadina di Castlebay, circondata da praterie verdi e affacciata su una baia al centro della quale, su uno scoglio gigante, sorge il castello medievale di Kisimul.

A Castlebay si possono inoltre ammirare due piccoli musei di cultura locale, una chiesetta gotica del XIX secolo e diverse deliziose spiaggette.

Attività da fare alle Isole Ebridi

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Storia delle Isole Ebridi

Il primo accenno documentato alle Isole Ebridi si deve allo storico greco Diodoro Siculo nel 55 avanti Cristo: la sua opera, Hyerborea, si ambientava su un’isola dell’estremo nord dove sorgevano cerchi di pietre megalitiche. Come avesse fatto a venire a conoscenza di queste isole è un mistero, ma le sue descrizioni corrispondono effettivamente ai panorami di una delle isole (Lewis e Harris).

Le Ebridi comunque erano abitate già in epoca preistorica, come dimostrano appunto i megaliti e i ritrovamenti databili a quel periodo.

Nel VI secolo in Europa si conosceva il Regno dei Pitti che comprendeva certe isole identificabili con le Ebridi, ma solo dopo i numerosi attacchi dei Vichinghi si ebbe la certezza dell’esistenza dell’arcipelago; dal 1098 in poi, queste terre divennero possedimento del Re di Norvegia, associate al regno semi autonomo dell’Isola di Man.

Dal 1200 al 1707 le Ebridi furono colonia del regno di Scozia e insieme ad esso entrarono a far parte della Gran Bretagna, sebbene i clan isolani furono molto resistenti a riguardo e spesso ribelli.

Le ribellioni furono represse continuamente nel sangue e gli abitanti trattati come schiavi, più che come sudditi, al punto che nel corso del XVIII secolo molti cittadini delle Ebridi emigrarono.

Solo dal tardo XIX secolo si sono ripopolate e si sono sviluppate, grazie a pesca e turismo, nel corso del novecento.


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