Isole Orcadi

Meno famose delle Isole Ebridi, le Isole Orcadi sono un arcipelago situato a nord della Scozia e composto da numerose isole, tra le quali la più grande è Mainland.

La Scozia è il luogo perfetto per una vacanza rilassante e curiosa che permettere di scoprire angoli della terra mai visiti prima. Durante una vacanza alle Isole Orcadi, ci si ritrova immersi tra pianure infinite e natura incontaminata, dove ti sembrerà possibile che le leggende e le favole possano diventare realtà, un arcipelago antico che permette di sognare.

Cosa vedere alle Isole Orcadi

Le Orcadi sono ricche di segni del passato, come i misteriosi Menhir e i castelli e fortezze di diverse epoche.

Come per le Ebridi, anche qui è presente un suggestivo sito archeologico, conosciuto come Cuore delle Orcadi neolitiche e che comprende Maeshowe, Pietre erette di Stenness, Cerchio di Brodgar e Skara Brae. Questo sito archeologico è molto interessante da vedere, visto che include la visita a tombe dall’aspetto particolare e camere mortuari presenti solo in Scozia. Qui si possono ammirare oltre trenta tonnellate di arenaria, che formano un luogo sepolcrale affascinante.

Baia di Scapa Flow

Scapa Flow è una baia talmente impenetrabile che è stata da sempre usata come base militare per l’esercito e la marina del Regno Unito.

Formata dalle principali isole dell’arcipelago delle Orcadi, come la grande Mainland, Graemsay, Burray, South Ronaldsay e Hoy, che si chiudono quasi in cerchio intorno a questo angolo di mare era il posto ideale per nascondere a volte anche flotte intere!

Da questo luogo segreto partirono gli agguati contro le navi tedesche nel 1916 e, dopo ulteriori sistemi di difesa a seguito dell’intrusione di un sommergibile tedesco nel 1939, anche molti attacchi durante la seconda guerra mondiale.

Un percorso storico-turistico del valore militare di Scapa Flow Bay si può svolgere tra le isole Mainland, Burray e South Ronaldsay; batterie d’armi, punti di avvistamento e di guardia, aeroporti, magazzini, dighe e ponti (alcuni collegano anche le isole tra loro) e ovviamente musei.

Da non perdere la Italian Chapel, sull’isolotto di Lamb Holm, una chiesina cattolica costruita dai prigionieri italiani del secondo conflitto mondiale.

Barriere di Churchill

Le Churchill Barriers sono delle “dighe” costruite in tutta fretta tra il 1939 e il 1941, dopo che un sommergibile tedesco era riuscito a individuare la baia di Scapa Flow.

Inizialmente furono ammassati nei punti più stretti tra le isole vecchie navi e relitti di barche. Poi si procedette con blocchi di roccia e di cemento, formando delle vere dighe artificiali sulle quali correvano strade carrabili.

Quelle strade ci sono ancora, così come le barriere, e consentono di andare dall’isola Mainland a quella di South Ronaldsay, via Burray e Lamb Holm, direttamente via terra senza bisogno di usare imbarcazioni.

Birsay Moors

La Birsay Moors è una riserva protetta situata su una isoletta tidale, ovvero formata dall’accumulo di materiale portato dalle maree ad una secca. Su quel materiale, nel tempo, è cresciuta la vegetazione che ha dato riparo ad animali e soprattutto uccelli.

Questa riserva naturale ha una importanza internazionale per la presenza di specie come la albanella reale, i tuffatori gola rossa e diversi uccelli di brughiera difficilmente avvistabili altrove.

Da ammirare anche rapaci e trampolieri, in questo piccolo paradiso estremo del birdwatching.

Bishop’s Palace

Quel che rimane oggi del Palazzo del Vescovo di Kirkwall, capoluogo delle isole Orcadi, è un edificio mezzo diroccato con un torrione rotondo in pietra grigia, risalenti al XII secolo.

Fu la residenza del primo vescovo dell’arcipelago, Guglielmo il Vecchio, proveniente dalla chiesa cristiana di Norvegia che in quel tempo evangelizzava la Scozia.

Originariamente aveva la forma di una reggia medievale scandinava, quindi furono aggiunte fortificazioni che la resero simile a un castello; infine nel XIV secolo cadde in abbandono e, pur passando di proprietà in proprietà, a causa degli elevati costi non fu mai restaurato. Le rovine attuali sono visitabili.

Brough of Birsay

Questo isolotto tidale si trova a nord ovest dell’isola maggiore di Mainland. Completamente disabitato, è un piccolo paradiso naturale che ospita anche un faro funzionante.

L’isola è normalmente separata da Mainland ma quando c’è bassa marea emerge un antico camminamento roccioso che consente di raggiungerla a piedi. A Brough of Birsay si trovano degli interessanti scavi archeologici dell’epoca dei Pitti e dei Vichinghi.

Cattedrale di San Magno

Il monumento più bello e importante del capoluogo Kirkwall, la cattedrale di Saint Magnus fu edificata nel 1137 e ampliata, con cambiamento di stili, nel corso dei secoli successivi.

L’ultimo restauro importante risale all’inizio del XX secolo; nel 1919 fu quasi totalmente rinnovata.

Voluta dalla chiesa norvegese, la cattedrale è costruita in mattoni rossi e bianchi e, internamente, presenta numerose opere d’arte in marmo. Ospita diversi sepolcri, in uno dei quali furono ritrovate delle reliquie identificabili con quelle del santo patrono, San Magno, in particolare per le ferite presenti sul cranio.

La cattedrale ha pianta a croce latina e un unico campanile quadrato con guglia situato all’incrocio dei bracci della croce.

Cerchio di Brodgar

La “Stonehenge delle Orcadi” è il cosiddetto Cerchio di Brodgar: questo insieme di pietre megalitiche, sistemate quasi a formare un circolo, si trova sull’isolotto di Stenness da sempre e pare sia datato 2500 anni prima di Cristo.

Con un diametro di 104 metri, questo monumento megalitico è il terzo per ampiezza nel Regno Unito e oggi è formato da 27 pietre, anche se in origine i massi erano certamente più di 60.

Non si conosce l’uso specifico del Cerchio di Brodgar, ma sorge in una zona ricca di sepolcri, dunque ha sicuramente un “ruolo” sacro nella storia delle antiche popolazioni delle Orcadi.

Earl’s Palace

Il palazzo del Conte delle Orcadi fu costruito nel XVII secolo a Kirkwall, come dono di Giacomo VI a Patrick Stewart, figlio illegittimo di suo padre, per placarne le mire di potere.

Il ruolo di conte dell’arcipelago però non bastava a Stewart, il quale per dimostrare la propria grandezza e nobiltà fece costruire una vera e propria reggia che comprendeva anche quello che oggi si chiama Palazzo del Vescovo.

A causa di dissidi familiari, la reggia pur essendo finita non venne mai del tutto completata né decorata. Dopo la condanna e la morte di Stewart e del figlio, il grande palazzo venne abbandonato. Fu recuperato dai vescovi durante il XVIII secolo ma abbandonato nuovamente poco dopo. Nel 1745 il tetto venne smantellato per vendere l’ardesia e ancora oggi si presenta scoperchiato.

Isola di Lamb Holm

Questo isolotto si trova sul percorso delle famose Barriere di Churchill. Anzi, proprio dalle cave di quest’isola furono estratte le rocce per fare le dighe. La cava oggi è stata allagata ed è diventata un grande allevamento ittico, anche di un certo interesse turistico.

Lamb Holm fu un centro di detenzione per prigionieri di guerra, durante la seconda guerra mondiale, e qui sorge la chiesetta edificata dai reclusi italiani, la Italian Chapel. Ancora oggi la chiesa, caratterizzata dagli originali colori bianco e rosso, è un edificio sacro, di rito cattolico, pienamente funzionante.

Kirkwall

Il primo nucleo abitato di Kirkwall appare nel X secolo, ad opera dei missionari e mercanti norvegesi i quali gli diedero il nome di Kirkjuvagr (baia della chiesa). Il successivo storpiamento del nome, con il mescolamento del dialetto nordico con l’inglese, tramutò il termine “vagr” in “wall”, che vuol dire muro, per cui oggi la città si chiama Kirkwall.

L’abitato ha iniziato a crescere dopo la costruzione della cattedrale di San Magno e si è ulteriormente allargato grazie al porto commerciale e ittico. I punti più importanti della città, ancora oggi, sono: il suo porto, la cattedrale, la Albert Street (la via principale) e i resti della “reggia”, ovvero i palazzi del conte e del vescovo.

Ma i turisti amano andare soprattutto alla scoperta della antica distilleria di whisky, “la più settentrionale del Regno Unito”, risalente al 1798.

Lowrie’s Water

Il Lowrie’s Water è un laghetto di acqua dolce situato nella parte nord dell’isola di Mainland.

Si trova ad appena 148 metri sul livello del mare ed ha un fondale poco profondo, ma è importante perchè divenuto l’habitat ideale di numerose specie di uccelli, in particolare migratori.

Maeshowe

Il nome del luogo deriva dalla parola norrena che indica “il campo delle colline”. In effetti in questa regione della Mainland si elevano diverse collinette di arenaria che, hanno rivelato gli studi, sono in realtà antichi sepolcri probabilmente di epoca celtica.

Dentro le tombe sono stati ritrovati anche dei graffiti, posteriori rispetto all’epoca delle sepolture, quasi certamente lasciati dagli invasori vichinghi dopo che ebbero saccheggiato l’area nel XII secolo. Dal 1999 Maeshowe è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Mainland

Mainland è, come dice lo stesso nome, l’isola più grande e la più importante dell’arcipelago delle Orcadi.

La maggior parte della popolazione risiede qui, anche perchè il terreno è fertile e consente l’agricoltura, e sono presenti molte sorgenti di acqua dolce.

L’isola è divisa, sia geograficamente che amministrativamente, in due subregioni: Est e Ovest, con al centro il capoluogo Kirkwall; anche la seconda città delle Orcadi, Stromness, si trova sulla Mainland. Oltre alle due cittadine principali sono presenti numerosi borghi, qui chiamati “parrocchie”.

L’isola di Mainland è quella con più riferimenti storici, con i mezzi di trasporto che collegano le isole al resto del mondo (porto, aeroporto, strade carrabili) e con i punti più “elevati” dell’arcipelago, anche se si parla sempre di meno di 400 metri sul livello del mare.

Le colline situate nella parte nordovest dell’isola, insieme alle coste rocciose e ai laghi interni, sono i paesaggi più affascinanti delle Orcadi.

Orkney Museum

Fondato nel 1968 inizialmente con il nome di Tankerness House Museum, è una grande raccolta di testimonianze storiche relative alle isole Orcadi (Orkney) dalla preistoria fino ai nostri giorni, con molta attenzione riservata all’era dei Pitti e dei Vichinghi.

Il museo prende il nome proprio dal complesso delle case Tankerness, un insieme edilizio costruito nel XVI secolo e che viene in questo modo tutelato e conservato insieme ai beni storici che custodisce.

Tra i pezzi più prestigiosi: la scatola di legno dove furono trovate le reliquie di San Magno, la pietra simbolica dei Pitti e la placca del dragone fatta in osso di balena (di epoca Vichinga).

Pietre erette di Stenness

Secondo sito megalitico importante, dopo il Cerchio di Brodgar, le Pietre Erette di Stenness sorgono sulla riva del fiume omonimo che unisce due laghi dell’isola di Mainland, il lago Stenness e lo Harray.

Le pietre, alcune radunate in cerchio e una situata all’esterno, lungo la strada di accesso, sono molto alte ed esili, risalgono a 3000 anni avanti Cristo e hanno sicuramente un ruolo sacro. Fanno parte di quell’ampio complesso archeologico che giustifica il nome di questo luogo (Stenness, cioè “terra delle pietre”) e che comprende anche sepolcri e altri megaliti simili.

La pietra più bella è la grande Pietra di Osservazione, l’unica situata fuori dal cerchio; non esiste più invece la Pietra di Odino, distrutta da un contadino nel XIX secolo.

Riserva Naturale di Marwick Head

La riserva protegge l’ambiente naturale della costa occidentale di Mainland, sul promontorio di Marwick. Qui la natura offre habitat unici per tanti uccelli migratori e uccelli marini, che nidificano negli anfratti delle panoramiche scogliere, alcune alte anche 90 metri sul mare.

Visitare la riserva di Marwick Head significa non soltanto ammirare la fauna libera delle isole, ma anche godere di panorami spettacolari, specie all’ora del tramonto.

In cima al promontorio sorge il Kitchener Memorial (1926) dedicato al ministro della guerra Lord Kitchener che morì al largo di questa costa quando la sua nave colpì una mina sottomarina, durante la prima guerra mondiale.

Scogliere di Yesnaby

Uno dei luoghi più belli e romantici dell’isola di Mainland, è situato sempre a ovest. Le scogliere qui si frastagliano in decine di faraglioni, consumate dai venti e dalle onde che possono essere altissime durante le tempeste oceaniche.

La gente viene alle scogliere di Yesnaby proprio per ammirare le grandi onde, quando il mare è agitato, oppure per passeggiare nella natura specie in primavera e in estate, quando i prati intorno fioriscono in mille colori. Tra le bellezze del posto, il faraglione detto “castello di Yesnaby”, con il suo enorme arco in pietra.

Skara Brae

Quando fu scoperto per caso, nel 1850, da una violenta mareggiata che fece letteralmente saltare pezzi di terreno, questi resti neolitici di Skara Brae furono una sorpresa per gli abitanti delle Orcadi.

Quasi integri, emersero dalla terra abitazioni, sepolcri, oggetti, siti sacri antichissimi, anche più di Stonehenge.

Oggi è stato riorganizzato proprio come se gli abitanti siano ancora in zona, come se il sito sia tutt’ora vissuto; e se alcuni oggetti sono oggi esposti nel museo, gli ambienti sono ancora lì a testimoniare un’epoca lontanissima nel tempo.

Stromness

Situata a quattordici chilometri capoluogo Kirkwall, Stromness è la seconda cittadina delle isole Orcadi e la torre di guardia che si affaccia a ovest. Fu fondata da un nobile vichingo che fuggiva verso occidente e trovò qui riparo temporaneo.

Data la violenza del mare su queste coste, il posto venne battezzato con questo nome che in norvegese significa “promontorio delle maree”.

La città come la si vede oggi si sviluppò tra il XIV e il XVII secolo, per merito dei vescovi delle Orcadi. Il suo porto è importantissimo per l’intero arcipelago, perché consente collegamenti turistici, militari e commerciali con il resto dell’Europa. I monumenti principali di Stromness sono le sue antiche casette, i leggendari pub e il centro delle arti costruito sul molo.

Attività da fare alle Isole Orcadi

Prenotazione sicura, facile e rapida, prezzi vantaggiosi e assistenza clienti in italiano.

Storia delle Isole Orcadi

Le antiche Insi Orc, “isole dei maiali”, furono nominate per la prima volta sulle mappe di navigazione durante l’epoca romana (Orcades Insulae), ma la loro storia è plurimillenaria.

Solo di recente, gli scavi archeologici hanno restituito oggetti di uso quotidiano di pastori nomadi risalenti a 7000 anni prima di Cristo. Mentre i siti megalitici già noti da diversi anni risalgono a 4000 e 3500 anni prima di Cristo.

Sicuramente conosciute come luogo di approdo di fortuna dai naviganti del nord, le Orcadi videro uno sviluppo di insediamenti umani durante l’età del ferro, durante la dominazione romana e infine con l’arrivo delle tribù dei Pitti. Insieme ai Pitti, prima, e ai Norvegesi poi sulle isole arrivò anche la fede cristiana tramite le missioni dei monaci celti e norreni.

Tra il VII e il IX secolo dopo Cristo, i Vichinghi usarono le Orcadi come basi di appoggio, marinare e commerciali, durante le loro spedizioni per mare; con i Vichinghi il cristianesimo venne annientato e sostituito dal loro culto nordico finché nel X secolo il re cristiano Olav non riportò la propria religione nell’arcipelago. L’influenza vichinga ha segnato profondamente la cultura delle isole e si legge ancora nei nomi delle località e in alcune usanze.

Nel secolo XII i nobili che governavano le isole per conto dei sovrani novegesi strinsero alleanza anche con la corona scozzese e, quando la loro dinastia terminò nel 1379, le isole passarono alla famiglia Sinclair di Edimburgo. Le Orcadi però divennero ufficialmente parte della Scozia soltanto un secolo dopo, quando, per pagare la dote della figlia andata in sposa a Giacomo III, il re di Norvegia cedette al genero l’arcipelago, per sempre.

Tra il XV e il XVIII secolo, le isole Orcadi divennero il cuore dei commerci prima tra Scozia, Inghilterra e Norvegia, poi tra il Nord Europa e l’Olanda e infine con le colonie del Canada; molti abitanti delle Orcadi emigrarono nei secoli proprio in Canada dove svilupparono, grazie alle proprie abilità, le attività della pesca e del commercio marittimo.

Nel settecento i notevoli miglioramenti portati anche all’agricoltura favorirono un ripopolamento delle isole che, nel frattempo, erano diventate anche un interessante punto strategico militare. Nel XIX e XX secolo le Orcadi furono ricordate per lo più come base militare, di grande efficienza in entrambi i grandi conflitti mondiali del novecento.

Oggi le isole sono ancora un importante centro militare, ma si sono anche sviluppate grazie all’economia agricola, ittica e al turismo che negli anni duemila le ha fatte riscoprire come “miglior luogo in cui vivere di tutta la Scozia”!

Nonostante la diminuzione della popolazione (da 30.000, il picco massimo del XIX secolo, ai 21.000 di oggi) le isole reggono benissimo l’impatto con il XXI secolo e con l’introduzione dello “smart working” stanno anche diventando una ambita meta residenziale.


Altre guide di viaggio

Dai uno sguardo a queste ulteriori guide di viaggio che potrebbero interessarti.