Amalfi

Amalfi è la principale località della famosa Costiera Amalfitana, caratterizzata dalle coste a picco sul mare dall’intenso color turchese.

La cittadina è nota per essere stata una fiorente repubblica marinara in epoca alto-medievale e per aver dato il nome alle Tavole amalfitane.

Cosa vedere ad Amalfi

Amalfi è la meta turistica scelta ogni anno da migliaia di turisti attratti dal clima mite, dalla singolare architettura di case bianche, dai panorami mozzafiato, dalle caratteristiche botteghe artigianali e dai diversi monumenti di interesse storico culturale.

Arsenale

Monumento e simbolo della città di Amalfi e del ricordo della sua antica e potente Repubblica Marinara, l’Arsenale è una bellissima struttura medievale che conserva ancora oggi quel fascino. Veniva utilizzata appunto per costruire e varare le navi commerciali della antica Repubblica e ha mantenuto intatto il proprio aspetto originario.

Oggi ospita all’interno il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro; i visitatori passeggiano per i corridoi, sotto gli archi gotici a sesto acuto, ammirando immagini e testimonianze del glorioso passato di navigazione della città e della costiera.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Voluta dal Duca Mansone I, nell’anno 986, la chiesetta a tre navate presenta una elegante struttura formata da colonnati e archi.

Gli interni furono rimaneggiati in epoca barocca e anche la disposizione della chiesa pare sia stata cambiata nel corso dei secoli, dato che presenta un altare ottocentesco a ovest, in una posizione abbastanza insolita.

Risalgono al XVII secolo anche il campanile e molte decorazioni apportate dai Padri Filippini che in quel secolo utilizzarono la chiesa come “oratorio”, motivo per cui è anche conosciuta come Chiesa Nuova, in onore della chiesa del loro ordine a Roma.

Qui si venerano le reliquie di San Felice e si può ammirare un bellissimo presepe tradizionale in legno, che risale al 1700.

Duomo di Sant’Andrea

Amalfi è dominata dal duomo di Sant’Andrea, immortalato in numerosi film sia italiani che internazionali.

Dedicato a Sant’Andrea apostolo, il duomo di Amalfi è rinomato per l’imponente scalinata che ne conduce all’entrata. Edificato nel decimo secolo, al suo interno si ritrovano stili di numerose culture e civiltà diverse, come arabi, normanni e gotici. Decisamente affascinante, all’interno del duomo, è il chiostro del Paradiso.

Fontana di Sant’Andrea

Fontana monumentale costruita a metà del XVIII secolo sfruttando le acque del fiume Sele.

La fontana, inizialmente, si trovava ai piedi della scalinata del duomo ma fu spostata nella posizione attuale, al centro della piazza, nel XIX secolo; forse a causa di un problema di prospettive non pienamente rispettato dai costruttori e delle dimensioni delle statue, più contenute rispetto al progetto iniziale.

Rappresenta un gruppo marmoreo con Sant’Andrea in croce circondato da divinità marine pagane (come Pulicano), putti e uccelli eleganti. Gli zampilli che alimentano la fontana fuoriescono dai putti, dall’oca e dalla statua di Pulicano.

Grotta dello Smeraldo

L’esistenza di una grotta di incredibile bellezza era una leggenda che si tramandava da generazioni e da secoli, ad Amalfi e dintorni; eppure nessuno era andato alla sua ricerca fino al 1932. In quell’anno, il pescatore Luigi Bonocore per puro caso trovò l’entrata e consentì al mondo di venire a conoscenza di una località incredibile.

Oggi si può accedere alla grotta anche via terra da un ingresso sulla strada statale 163 Amalfitana con ascensore o, in alternativa, si raggiunge dal mare con le barche (cosa che preferiscono molti turisti).

Quando il mare è calmo si può arrivare con la barca fino al punto più profondo della grotta, dove la luce solare che entra dall’alto e dal basso crea colori straordinari a metà tra azzurro e verde chiaro.

Museo della Bussola e del Ducato Marinaro

Con una visita al Museo della Bussola e del Ducato Marinaro, oltre a scoprire nei dettagli la bussola (che si ritiene inventata dall’amalfitana Flavio Gioia agli inizi del 1300), si possono scoprire le tradizioni e l’evoluzione della Repubblica Di Amalfi (successivamente Ducato di Amalfi), che per anni dominò sul mar Tirreno.

Museo della Carta

Nel Museo della Carta, ricavato da un’antica cartiera, si può assistere alla produzione della famosa carta di Amalfi, anche grazie ai vecchi macchinari prontamente restaurati.

All’interno del museo sono presenti foto, percorsi tematici e mostre molto interessanti, la visita è piuttosto breve, ma ne vale sicuramente la pena.

Rione Vagliendola

Il quartiere più suggestivo di Amalfi è rione Vagliendola. Sembra rimasto fermo ai tempi della Repubblica Marinara, con le sue palazzine turrite tipiche della aristocrazia del tempo, ma anche con molte piccole casette di pescatori oggi riconvertite in ristoranti e negozi di souvenir.

Attraversando questo rione ricco di profumi e di colori si possono ammirare il monastero Santissima Trinità, la chiesa di Sant’Antonio fino ad arrivare all’ex convento, oggi divenuto albergo, dei Cappuccini.

Spiaggia del Duoglio

Una delle perle di Amalfi è la spiaggia del Duoglio, una piccola striscia di sabbia dorata quasi protetta dalla stessa natura che la circonda.

Si trova a circa un chilometro dal centro e si può raggiungere o con le barche che fanno la spola dal molo centrale della città, oppure dalla statale, scendendo (e poi risalendo) 400 scalini.

Sulla spiaggia sono attivi due lidi attrezzati e uno spazio libero: nei lidi attrezzati si possono affittare canoe, windsurf, si può mangiare al ristorante e avere comode cabine; lo spazio libero è per chi ama la totale indipendenza.

Il consiglio è di andare in spiaggia al mattino presto perchè il sole sparisce già nel primo pomeriggio dietro la montagna.

Spiaggia di Marina Grande

Questa è la spiaggia più famosa, quella “da cartolina”, di Amalfi.

Si estende ai piedi del paese, che infatti le fa da cornice colorata sullo sfondo, e offre numerosi servizi che piacciono molto ai turisti; per questo è anche la spiaggia più affollata, e non solo in estate.

In compenso, rispetto ad altri lidi locali, è una spiaggia molto grande e dunque può ospitare un numero maggiore di bagnanti ed è particolarmente adatta alle famiglie con bambini.

Valle delle Ferriere

La vallata dove un tempo lavoravano e producevano le “ferriere della Repubblica Marinara”, che rifinivano chiodi e altri attrezzi in ferro per la flotta, oggi è una riserva naturale protetta.

La conformazione del posto, una gola profonda e ripida, consente l’accesso quasi soltanto a piedi seguendo gli appositi sentieri e le strette scalinate, a volte intagliate nella stessa roccia. Il percorso è abbastanza faticoso ma offre bellissimi panorami e consente di ammirare un luogo ricco di splendida natura, dove “riposano” i resti delle antiche ferriere.

Per accedere alla Valle delle Ferriere ci si deve allontanare un poco da Amalfi e raggiungere i borghi collinari di Scala e di San Lazzaro (comune di Agerola).

Attività da fare ad Amalfi

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Storia di Amalfi

Amalfi esisteva forse dall’epoca dei Greci, anche se furono i Romani (nello specifico alcuni nobili intenzionati a proteggere i propri interessi dagli attacchi da mare) a costruire le prime abitazioni su questa costa.

Il piccolo borgo crebbe molto lentamente, infatti sale alla ribalta soltanto nel IX secolo quando, grazie alla difesa inaccessibile della sua scogliera, poté fondare e gestire una propria flotta mercantile. Nasceva la Repubblica Marinara di Amalfi, gestita da nobili di origine longobarda, che in poco tempo divenne molto competitiva anche nei confronti delle repubbliche storiche come Pisa o Genova.

La potenza di questa repubblica durò fino al secolo XI e produsse, oltre ai tanti splendidi monumenti che oggi decorano la cittadina, anche un importante statuto del mare, le Tavole Amalfitane, la base delle leggi marittime odierne.

Il declino iniziò quando la repubblica divenne ducato normanno, iniziando prima una competizione diretta contro Pisa e poi una alleanza che però venne rotta, due secoli dopo, dalla stessa repubblica avversaria. Dal XIII secolo in poi attacchi nemici, eventi naturali come terremoti e come il disastroso maremoto del 1343, devastarono la cittadina e misero in crisi la sua economia.

Nei secoli successivi l’economia amalfitana si riprese grazie alla produzione del ferro e soprattutto della carta, finché alla fine del XIX secolo la zona non divenne anche un importante richiamo turistico-balneare.

Nel Novecento, Amalfi ha puntato quasi tutto sul turismo ma anche sui prodotti genuini locali, come gli agrumi e il pesce fresco, diventando una delle mete di vacanze più famose del mondo.


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