Spoleto

Spoleto, cittadina con circa 30.000 abitanti in cui si respira ancor un’aria decisamente medievale, è una delle tappe imprescindibili per cloro che decidono di fare una vacanza in Umbria.

A Spoleto ci sono molti i luoghi di interesse storico e i musei che vale la pena di visitare.

Cosa vedere a Spoleto

A Spoleto sono visitabili molti musei e luoghi storici che aiutano a scoprire le antiche origini della città, luogo ideale proprio per gli amanti della storia, dell’archeologia e dell’arte classica.

Casa romana

Sotto i locali del Municipio è possibile osservare i resti di una casa romana signorile con pavimenti a mosaico e decorazioni pittoriche alle pareti. Possono essere visitate molte stanze tra cui anche il prestigioso studio del padrone nonché il cortile con le colonne meglio conosciuto co il nome di peristilio.

Duomo

Il Duomo di Maria Assunta a Spoleto è una splendida testimonianza di architettura longobarda, risalente a un periodo a cavallo tra il XII e il XIII secolo.

Nonostante fosse già consacrato e utilizzato nel 1198, l’edificio fu completato soltanto nei primi anni del XIII secolo con l’aggiunta degli ultimi decori della facciata e del campanile. Gli interni furono completamente trasformati nel XVIII secolo, secondo lo stile barocco del tempo che predominava la scena italiana. Restano ad esempio dello stile primitivo, all’esterno: il loggiato, i rosoni e gli archi ciechi della facciata; la torre campanaria è duecentesca mentre all’interno si ammirano affreschi, quadri e stucchi tipicamente barocchi.

La parte più affascinante è il decoratissimo presbiterio, con le Storie della Vergine di Filippo Lippi; nelle cappelle laterali si trovano opere di Pinturicchio, Valadier, Antonio da Sermoneta. Notevoli per ricchezza di opere d’arte le due piccole absidi laterali, il Santissimo Sacramento e la Cappella delle Icone. Per trovare tracce dell’edificio medievale, e di quel che esisteva prima, bisogna scendere nella cripta che risale al IX secolo.

Eremo di Monteluco

A sette chilometri da Spoleto e a ben 800 metri di altezza, sorge un eremo dedicato a San Francesco che però per la gente del posto è “il Monteluco”.

L’eremo, costruito con le pietre del posto, ingloba anche alcune grotte naturali dove anticamente vivevano i monaci.

Secondo la tradizione popolare fu uno dei discepoli di San Francesco a fondare l’eremo, nel XIII secolo; ma le fonti storiche collocano la comunità francescana di Monteluco soltanto nel XIV secolo (anno 1350 circa). A causa di alterne sfortune, l’eremo venne chiuso e riaperto più volte nel corso dei secoli e finalmente ampliato e aperto a tutti in modo stabile nel XV secolo; pare che Michelangelo in persona soggiornò qui, nel 1556, di ritorno da un viaggio.

Nel 1788 il Beato Leopoldo da Gaiche decise di chiudere il convento alle visite esterne per ripristinare l’antica regola della meditazione; la struttura verrà riaperta alla popolazione solo dopo l’occupazione napoleonica e ancora oggi è proprietà laica, affidata al comune di Monteluco, sebbene sia utilizzato come luogo di ritiro per molti giovani religiosi.

Ex ferrovia Spoleto Norcia

Costruita nel 1913 su un progetto esistente fin dal 1909, la ferrovia a scartamento ridotto che univa Spoleto a Norcia fu una notevole infrastruttura all’inizio del XX secolo; risolse infatti molti problemi viari nella zona.

Completata soltanto nel 1926 funzionò bene per circa vent’anni, quindi fu danneggiata dalle bombe durante la seconda guerra mondiale e ricostruita a partire dal 1945. Rimodernata nel corso degli anni cinquanta, funzionò fino al 1968 quando fu definitivamente dismessa.

Dagli anni Duemila, la ferrovia Spoleto Norcia è un percorso turistico che si svolge lungo sentieri che seguono l’antico tracciato dei binari; la stazione di Spoleto è stata trasformata in un museo che racconta la storia di questa ferrovia e dei suoi treni.

Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale offre una collezioni di reperti archeologici che sono stati rinvenuti nel territorio di Spoleto durante vari scavi. I reperti, accompagnati da immagini e ricostruzioni grafiche, sono il modo ideale per immergersi nella storia della città di Spoleto ma più in generale dell’Umbria intera ed andare così alla scoperta del modo di vivere di un tempo. La collezione offre la possibilità di osservare da vicino anche i famosi blocchi di calcare che servivano un tempo per delimitare il bosco sacro e i cippi funerari sempre realizzati in calcare.

Museo Diocesano

Nel Museo Diocesano si possono osservare da vicino diverse opere d’arte a sfondo religioso provenienti dalla zona di Spoleto ma anche dalla zona di Norcia, opere d’arte che qui hanno trovato una dimora sicura in cui possono essere conservate nel migliore dei modi possibile. Qui si trovano dipinti di Sebastiano Conca, Domenico Beccafumi, Filippino Lippi e Maestro della Madonna Strauss e anche molte sculture di rara bellezza realizzate sia in legno che in bronzo. Il percorso museale offre anche la possibilità di accedere alla basilica di Santa Eufemia decorata con affreschi del XVII secolo.

Museo del Tessile e del Costume

Questo museo vanta un’ampia collezione di tessuti ma anche di vestiti, merletti e ricami. La collezione possiede anche numerosi abiti di scena teatrali. Tutti questi tessuti di grande pregio sono datati tra il XIV e il XX secolo.

Palazzo Collicola

Coloro che amano l’arte contemporanea non devono però disperare perché anche a Spoleto c’è un museo ideale per loro: la Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente” nel Palazzo Collicola che offre una vasta collezione di opere d’arte contemporanea disposta in ben 15 sale in cui è possibile osservare le creazioni di artisti del calibro di Alexander Calder, Ettore Colla, Pietro Consagra, Nino Franchina e Henri Moore. Vale la pena anche di fare una piccola visita alla biblioteca di questo museo che racchiude ben 20 mila volumi che trattano solo ed esclusivamente di arte contemporanea.

Ponte delle torri

Il ponte più famoso dell’Umbria, quello delle Torri di Spoleto, è una struttura che nasce nel XIV secolo su un preesistente acquedotto antico romano.

Lungo 230 metri e alto 80, scavalca con diverse arcate il profondo letto del torrente Tessino collegando due antichi edifici opposti: la Rocca Albornoziana e il Fortilizio dei Mulini; proprio le torri che sfoggiano questi due castelli hanno dato il nome allo stesso ponte.

Percorso turistico di grande suggestione, si ricollega ad alcuni sentieri che attraversano poi i boschi circostanti formando un itinerario che molti amano percorrere alla scoperta delle bellezze naturalistiche di Spoleto.

Il ponte fu citato da Goethe, durante il suo viaggio in Italia dal quale scaturirà l’omonimo e famosissimo libro.

Rocca Albornoziana

Sopra al colle Sant’Elia si trova la Rocca Albornoziana, una fortezza di rara bellezza che ospita al suo interno il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto con opere d’arte di varie epoche appartenenti al territorio. Grazie a questo museo, ricco anche di pannelli con informazioni dettagliate, è davvero possibile immergersi nelle atmosfere del passato e andare alla scoperta della storia e delle più antiche tradizioni del nostro territorio.

Attività da fare a Spoleto

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Storia

Nell’XI secolo avanti Cristo già Spoleto era un centro abitato e molto vivace. Mentre i Greci conquistavano il meridione d’Italia, Spoleto diventava una delle città più grandi e importanti della civiltà umbra, ruolo di prestigio che mantenne anche durante la dominazione romana, grazie alla totale sottomissione e alla lealtà offerta ai conquistatori.

Dopo la caduta dell’impero romano, Spoleto divenne terreno di conquista dei “Barbari” e fu aspramente contesa tra il VI e il IX secolo da Ostrogoti, Bizantini e Longobardi; infine divenne una proprietà dei Franchi che la istituirono a ducato.

Nel 1155, nonostante le fortificazioni e le torri che la proteggevano, Spoleto fu distrutta da Federico Barbarossa il quale, però, subito dopo se ne innamorò al punto da volerla ricostruire più bella, regalandole un ruolo importante nell’impero.

La città fu a lungo contesa tra Sacro Romano Impero e Stato della Chiesa, durante il tardo medioevo, e trovò quiete e prosperità soltanto nel rinascimento, quando si trasformò in un rinomato centro culturale, sede di accademie importanti.

Con l’Unità d’Italia, nel XIX secolo, Spoleto si vide spogliare della propria importanza a vantaggio di Perugia e in seguito perse anche il ruolo di capoluogo locale, venendo esclusa dalla formazione delle successive province umbre e laziali.

Mantiene però quel vanto di centro culturale, grazie ai tanti monumenti storici, e grazie anche al famoso Festival dei Due Mondi che dal 1958 la proietta sul panorama internazionale con mostre, concerti, proiezioni e letture.


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