Modica

Sono diversi i motivi che conducono i turisti a Modica seguendo l’aroma del cioccolato locale e cercando le espressioni artistiche più belle del barocco siciliano.

Modica è infatti patrimonio dell’Unesco grazie ai suoi bellissimi monumenti realizzati nello stile barocco in seguito al terribile terremoto che colpì le località della Val di Noto nel 1693.

Le case e le viuzze del centro scendono lungo la collina del Pizzo come grappoli d’uva da una vigne e qua e là troviamo le gemme di quell’arte decorativa del Seicento di cui parlavo sopra. Dalla Chiesa di San Pietro alla Chiesa di San Giorgio, girando per Modica si ha l’impressione di fare un tuffo nel passato di una Sicilia romantica ed elegante.

Gli appassionati dei romanzi polizieschi di Andrea Camilleri, possono visitare alcuni dei set originali della serie TV “Il commissario Montalbano”.

Come, ad esempio, la spettacolare scalinata della Chiesa di San Giorgio, il luogo dove Salvo Montalbano si ferma spesso ad aspettare Livia quando giunge in corriera, oppure il giardino pensile della Chiesa, set della puntata “La vampa d’agosto”, dove poter riconoscere l’uscio della casa di uno dei personaggi più amati dello sceneggiato, il medico legale dottor Pasquano.

Il cioccolato, come il barocco, è l’altro vanto della città di Modica.

Seguendo una millenaria tradizione, il cioccolato modicano è ancora oggi lavorato artigianalmente, seguendo fedelmente quel rituale culinario che gli spagnoli sottrassero nel Settecento agli Atzechi e che consegnarono poi nelle mani dei pasticceri di Modica. Prova a dedicare una sosta per la degustazione di questa prelibatezza che è resa unica dalle spezie scelte per la sua ricetta: cannella, vaniglia, zenzero, scorze di arancia o limone e infine il peperoncino.

Cosa vedere a Modica

Modica rientra in più di un percorso turistico interessante.

Perla del barocco, insieme a Noto, Ragusa e Scicli mostra bellezze spettacolari a chi percorre questo itinerario d’arte nel sud est della Sicilia, ma si viene a Modica anche per assaggiare il cioccolato tipico del posto, che si realizza con l’antichissima ricetta azteca rimasta invariata dall’era spagnola.

Modica è il regno dei muretti a secco, la patria del poeta Quasimodo e, infine, come non citare il set de “Il commissario Montalbano”?

Una strana architettura che, a differenza di altre città della sua epoca, non la pone in cima a un colle ma sul fondo di un vallone fluviale, Modica è originale per definizione.

Il suo unico fiume, il Modicano, scorre sottoterra, anzi proprio sotto la strada principale che man mano ne ha coperto tutto il letto seguendone però il percorso.

Una città lontana dal mare ma che col mare ha un rapporto diretto in ogni caso; una città elegante e raffinata che però non dimentica il legame con la campagna circostante. Città di splendidi monumenti, impossibile non amarla.

Chiesa del Carmine

Uno dei pochi monumenti scampati al tremendo terremoto del 1693, tra i più antichi di Modica quindi, la chiesa del Carmine risale al secolo XIV.

La sua facciata esterna, abbellita da un portale monumentale e da un rosone a raggi, presenta ancora lo stile detto tardogotico Chiaromontano, mentre gli elementi barocchi sono più visibili sul vicino campanile.

Internamente, sono degne di nota la cappella trecentesca e la cripta funeraria dello stesso periodo, nonché la bellissima statua della Madonna del Latte, in cartapesta, un materiale deperibile e qui stranamente ben conservato nei secoli.

Le statue del Gagini richiamano la scena dell’Annunciazione, mentre il piccolo organo in legno (XVIII secolo) è tra i più antichi ancora in funzione.

Annesso alla chiesa esisteva un piccolo convento carmelitano che ospitava venticinque monaci e che dopo l’Unità d’Italia fu usato a lungo come caserma; caduto in abbandono a fine secolo XX, fu restaurato e recuperato agli inizi degli anni Duemila.

Chiesa di San Nicolò Inferiore

Essendo situata lungo il corso di un fiume, l’antica città di Modica si fondeva con la roccia bianca delle sue gole e non era raro trovare edifici, specie chiese, scavate nella pietra. Un esempio è San Nicolò Inferiore, ritrovata in pieno centro, in Via Grimaldi.

La chiesina risale probabilmente al secolo XI, forse a cavallo del XII.

La struttura è interamente scavata nella roccia di tufo, gli affreschi dell’epoca sono tutt’oggi ben conservati e sono visibili sia le scene che i bellissimi colori.

Si tratta di una testimonianza importante del ripristino della fede cristiana nella Sicilia del post dominio arabo, e si nota un legame forte con la ritualità greco-ortodossa nelle figure umane e nel simbolismo presente.

L’ambiente misura appena quarantacinque metri quadri, presenta un sedile in pietra addossato alla parete e un gradino a separare l’altare dal resto della stanza; l’affresco di Cristo Pantocratore e quello della Madonna col Bambino, in particolare, sono veri tesori da ammirare.

Duomo di San Giorgio

Nonostante l’antica chiesa di San Giorgio avesse resistito anche al terribile sisma del 1693, durante il restauro si decise di abbattere la facciata e di ricostruirla con la foggia che si può ammirare oggi.

Il movimento ondulato e l’alta torre di sessantadue metri al centro (tipico elemento del barocco siciliano) rendono San Giorgio uno dei simboli storici di questo stile, per quanto riguarda l’isola.

La chiesa domina Modica dall’alto di una scalinata di 164 gradini, abbellita da panchine di pietra, balaustre e fioriere.

Il completamento degli ultimi dettagli della chiesa si registra intorno al 1880, ovvero più di un secolo dopo l’inizio della ricostruzione.

L’interno è monumentale: cinque navate, un grande organo a 3.000 canne (e ottanta registri), la grandiosa pala d’altare formata da un polittico a dieci tavole opera del Nigro (XVI secolo), otto cappelle laterali e i bellissimi pannelli di argento sbalzato e inciso che decorano la parte del presbiterio.

Da ammirare certamente la meridiana del XIX secolo e la Cappella di San Giorgio, con la imponente statua equestre del patrono e lo scrigno delle reliquie, risalente al XIV secolo.

San Giorgio è il primo duomo di Modica, il più antico; il suo ruolo fu scalzato dalla auto proclamazione a duomo della nuova chiesa di San Pietro, il che produsse una disputa non solo religiosa che si protrasse fino al 1797 quando le due chiese vengono separate per “regio decreto” borbonico, senza però essere private del titolo di “duomo”.

Duomo di San Pietro

La chiesa esiste fin dal XIV secolo e nel 1504 era già un luogo di culto importante, dedicato al più importante degli apostoli.

Patrono dei Conti di Modica, San Pietro meritava una chiesa ricca e per questo l’edificio fu ampliato e abbellito nel corso del XVII secolo, resistendo a ben due terremoti (tra cui quello del 1693 che rase al suolo la città).

Completata nel 1780, la chiesa si “auto proclamò” duomo entrando in conflitto con il duomo di San Giorgio già esistente; fu solo grazie a un ordine reale che la disputa ebbe fine ed entrambe le chiese mantennero il titolo per sempre.

Anche San Pietro sorge in cima a una bella scalinata e domina il corso principale di Modica; la sua facciata è però molto più sobria di San Giorgio, nonostante i molti elementi barocchi ben visibili.

Sono le statue degli apostoli sul sagrato a fare da ornamento principale, insieme ai tre maestosi portali.

L’interno a tre navate può apparire semplice finché non si vede lo spettacolo di stucchi e dipinti dell’altare maggiore dove domina la statua di legno della Vergine Immacolata con accanto i santi Pietro e Paolo, insieme ai quadri settecenteschi del Padula.

Tra le cappelle più scenografiche la Cappella Mazzara (1666) e la Cappella di San Pietro (1890).

Marina di Modica

La frazione balneare di Modica dista dal centro circa venti chilometri.

Si tratta di un villaggio di pescatori e strutture turistiche dall’aspetto esotico, infatti ricorda più un centro abitato tunisino che italiano.

La spiaggia, lunghissima, di sabbia fine come farina, dorata, fiancheggiata da vegetazione selvatica si estende fino a una bianca scogliera punteggiata di agavi e alberi di fico.

D’estate questo è il centro del turismo, con locali, hotel, feste ed eventi che intrattengono folle di visitatori; a mezz’ora di strada verso ovest, si raggiunge una delle discoteche più grandi e famose di Sicilia.

In inverno è il luogo ideale per una passeggiata romantica davanti a un meraviglioso tramonto.

Museo del Cioccolato

Situato nel Palazzo della Cultura, il Museo del Cioccolato di Modica celebra questo prodotto dal 2014.

Il percorso turistico inizia con un documentario fotografico sulla storia del cioccolato e sulla modalità della sua lavorazione in era precolombiana, con ricette che pare siano giunte integralmente fino a Modica grazie alle primissime esplorazioni spagnole in America.

Si prosegue con la sala in cui si racconta come viene lavorato il cioccolato qui a Modica, infine si passa alle bellezze e alle stranezze del museo, come l’Italia in Miniatura in Cioccolato.

Si possono ammirare anche i premi vinti dai cioccolatai modicani, le confezioni particolari delle barrette modicane, e ovviamente il cioccolato vero e proprio nelle sue varianti di gusto – sebbene quello puro modicano sia composto solo di cacao e zucchero grezzo e dunque assolutamente sano e genuino.

Il Palazzo della Cultura che ospita il museo è anche esso da ammirare: ex monastero benedettino del XVII secolo, ha rivelato nel tempo alcune meraviglie come il confessionale in pietra tornato alla luce dopo secoli.

Palazzo Grimaldi

In questo elegante palazzo ottocentesco, che crea scenografia insieme alla chiesa di San Giorgio, situato sulla medesima scalinata, aleggia un briciolo della magia del Principato di Monaco: la principessa Grimaldi che lo abitava, infatti, era parente dei Grimaldi monegaschi.

Il palazzo porta anche il nome del marito, Castro.

Dopo gli ultimi lavori di restauro del 1903, gli interni non sono mai più stati restaurati e dunque oggi si possono ammirare oggetti, abiti, arredi tipici di quel tempo e testimoni della ricchezza della nobiltà locale.

Punti panoramici

Situata sul percorso di un vallone fluviale, Modica può essere ammirata dall’alto da più punti panoramici del circondario.

I più interessanti, turisticamente parlando, sono quattro: Giganta, Itria, Monserrato e Pizzo.

Pizzo Belvedere, al termine della omonima Via Pizzo, è un punto panoramico situato fuori dal centro, in cima a una delle quattro colline che formano il territorio cittadino; “pizzo” significa “punta” e di fatto da questa punta sospesa sul vallone si ha una visione bellissima della città intera.

Non meno emozionante è il panorama che si gode da collina Monserrato, sebbene i turisti non la tengano in considerazione dato che è ormai invasa dai tralicci dei ripetitori televisivi e sicuramente molto poco affascinante.

Eppure, se si trova la via per raggiungere la cima, anche in mezzo alle antenne giganti, si ha su Modica una visuale totale e unica, veramente di rara bellezza.

L’Itria, o meglio Via San Benedetto da Norcia, è la collina che si trova proprio di fronte alla chiesa di San Giorgio e alla sua elegante scalinata; da qui è possibile fare le classiche foto di Modica, ovvero con San Giorgio di sfondo e il disegno della sua scalinata a fargli da base, tra bouganville e palme.

L’altro punto panoramico è il cosiddetto Monte Giganta, situato a est rispetto al centro e non troppo lontano dal punto Monserrato.

Una splendida vista aerea di Modica si può godere anche dal tetto della torretta dell’Orologio, sul Castello di Modica che di fatto domina il centro storico dalla cima di una rupe rocciosa.

Cappella Palatina

Per trovare i resti della Cappella Palatina, bisogna entrare nella attuale chiesa di Santa Maria di Betlemme, edificio cinquecentesco di semplice fattura sorto sulle fondamenta di ben quattro cappelle antecedenti.

Tra queste, una era la cappella voluta dal Conte Cabrera come ex voto per sé e per la propria famiglia, una cappella “di palazzo” (Palatina) fuori dal palazzo, e qui dedicata al Santissimo Sacramento.

Il sisma del 1693 non riuscì a distruggerla completamente per cui è stata recuperata e inserita nel corpo della nuova chiesa, ricostruita in seguito.

La cappella del Sacramento mostra i segni della splendida arte del gotico catalano che caratterizzò Modica e gli Iblei prima del terremoto, un pavimento di ceramica di Caltagirone e alcune sepolture di prestigio, tra ornamenti di stucco floreali e grotteschi.

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Storia di Modica

L’antica leggenda vuole che Modica nasca dalla decima fatica di Ercole che proprio in questa zona ritrovò e recuperò i buoi rossi del gigante Gerione.

La storia reale, invece, rimanda a una civiltà pre ellenica di 3.200 anni prima di Cristo che già usava queste rocce come luoghi di sepoltura; i Greci trovarono la zona già abitata da Sicani e Siculi e ne presero il posto, costringendo le primitive popolazioni a una fuga verso l’interno.

Modica greca ebbe una vita abbastanza florida, per lo più all’ombra del potere di Siracusa, città con cui fu alleata sempre, anche durante le guerre di conquista dei Romani; Modica difese il territorio insieme a Siracusa e Noto e cadde sconfitta con le altre due.

Il periodo romano vide una città in crescita, luogo di cultura dove anche Cicerone visse per qualche anno; nell’ultimo tempo dell’Impero romano divenne una delle comunità più vive del Cristianesimo che si diffondeva sempre più sull’isola.

Le epoche Bizantina e Araba sono poco conosciute, in quanto Modica si spopolò e la gente visse per lo più nelle campagne circostanti; soltanto con il ritorno dei paladini Cristiani, i Normanni, nel secolo XI la città riacquistò la propria importanza strategica.

Modica divenne talmente importante, come feudo, che durante i Vespri Siciliani (1270) fu tra le prime città dopo Palermo a cacciare i francesi Angioini grazie all’esercito guidato da Federico Mosca; il re Pietro I, quindi, consegnò al Mosca il feudo liberato nominandolo Conte di Modica e dando vita a quella famosa e prestigiosa “Contea” che avrebbe segnato la storia per secoli.

Dal XIII secolo e per i successivi 500 anni, la Contea di Modica divenne uno dei centri più potenti e culturalmente importanti della Sicilia; nel XIV secolo godette della forza della famiglia Cabrera che circa due secoli più tardi si fonderà con la famiglia dei Colonna, parenti dei Viceré.

Nel gennaio 1693 un violentissimo terremoto (circa 7.4 Richter) scosse la faglia tra Malta e la Sicilia, devastando le due isole e causando migliaia di morti; Modica contava allora 19.000 abitanti e ne vide morire ben 12.000.

La ricostruzione, nel segno del ricco stile Barocco, diede alla città un altro breve periodo di rinascita ma il declino (anche a causa di sperperi da parte degli eredi dei conti Cabrera) iniziò molto presto, al punto che dopo l’Unità d’Italia Modica non seppe difendere nemmeno i propri interessi di capoluogo.

Nel XX secolo, fu un senatore della vicina Ragusa ad avere la meglio e a far eleggere la sua città capoluogo della nuova provincia, togliendo del tutto a Modica il ricordo di quei tempi di gloria.

Oggi la città vive una lenta rinascita grazie al turismo legato al cinema, alle opere d’arte e soprattutto all’industria del cioccolato.


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